domenica, Gennaio 18, 2026
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L’IRRIVERSIBILE MUTAMENTO DELLA V REPUBBLICA FRANCESE

Il colpo esiziale assestato dal Duo “Macron-Lecornu” alla Forma di Governo semipresidenziale di matrice gaullista (1958-62)

dell’Avv. Jacopo Severo Bartolomei

Anche la gloriosa Repubblica francese, da sempre all’avanguardia nell’Europa continentale nella sperimentazione di modelli costituzionali, sta conoscendo un periodo non semplice di crisi istituzionale, e al pari di ogni soggetto malato necessita di cura energica per riporsi sul binario giusto e per evitare la propalazione del contagio. Da quando vige la costituzione gaullista, approvata in seguito a votazione del 28.09.1958, seppur il regime semipresidenziale connotato dall’elezione diretta del Capo dello Stato e dalla presenza di Premier, incaricato dal Primo ma che deve riscuotere la fiducia pure dell’Assemblea Nazionale, abbia conosciuto varie vicissitudini (ad es. la cohabitation), mai in precedenza la crisi politico-istituzionale ha intaccato l’essenza della forma di governo: la Francia dal 2020, sotto la presidenza di Emanuel Macron, ha avuto ben 6 Primi Ministri, di cui gli ultimi tre dal 2024, senza computare il recentissimo reincarico in extremis di Sebastian Lecournu.

Quest’ultimo è stato protagonista di singolare performance, avendo rassegnato le dimissioni dopo appena 14h dall’incarico ricevuto dal Presidente Macron, prima che la compagine governativa da lui prescelta avesse il tempo di entrare nelle funzioni; un record assoluto ed inquietante nella storia costituzionale della Repubblica d’oltrealpe.

Secondo autorevole analista (prof. Bastien Francois, docente a scienze politiche Univ. Paris I, Pantheon-Sorbonne), dopo il 6 ottobre con le dimissioni lampo si è determinata una implosione della V Repubblica, comportante il mutamento genetico della forma di governo presidenziale, che ha assunto diversa e inquietante fisionomia: “Il est tres probable que dans les mois , voire les annes à venie, il n’y aura plus jamais de majoritè stable, cohèrente, disciplinèe, homogène pour soutenir un Prèsidenty de la République”

Motivo per cui si va incontro al tramonto di una certa concezione del presidenzialismo alla francese, il cd. semipresidenzialismo come regime politico risultante dalla combinazione della particolare forma di governo col sistema dei partiti e la modulazione della legge elettorale maggioritaria a doppio turno.

A tale contesto di precarietà istituzionale, si somma il trend negativo degli indicatori economici: il debito pubblico che sfiora la soglia del 115% e il deficit di bilancio prossimo al 5,8% del PIL.

Il Capo dell’Eliseo col reincarico a Lecornu ha sfoderato l’ennesima mossa ad effetto, seppur molti commentatori ironizzano che “ormai pure il cappello è bucato ed i conigli accusano stanchezza”, visto che la sua popolarità tocca i minimi storici , mentre il “Rassemblement Nationale” di Marine Le Pen si attesta a circa un terzo dell’elettorato, e la “France insoumise” di Jean-Luc Melanchon oltre al 21%. Da notare che Marine ha bollato la sceneggiatura all’Eliseo come “Marché aux Pouces”, mentre il secondo oppositore dispone di un programma organico “L’Avenir en comune”.

A questo punto è lecito chiedersi se S. Lecornu Bis riuscirà a formare un governo più duraturo del precedente esecutivo-lampo, avendo ammesso di non posseder un Agenda organica, ma interpellato su eventuale sospensione dell’entrata in vigore della contestata Riforma della Previdenza, ha lapalissianamente affermato che: “tutti i dibattiti son possibili, purché realistici”. Inoltre, dopo aver manifestato rispetto per la posizione del Leader Partito repubblicano Bruno Retailleau di non voler partecipare al nuovo governo, ha riaffermato che l’esecutivo in fieri dovrà riflettere la realtà parlamentare, ma affrancarsi dalla sudditanza agli interessi di partito”. Da Uomo delle Istituzioni ha richiamato il senso del dovere e profferito che all’orizzonte non si intravvedono degli altri candidati alla carica di Primo Ministro.

In questo quadro, si pone l’ulteriore problema di compromissione del prestigio internazionale della Francia, che dispone di vasta rete diplomatica, e di un esercito dotato di potenza nucleare (cd. force de frappe), oltre ad esser uno dei 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza ONU, accanto a USA, Cina, Russia e Gran Bretagna.

Tuttavia il vero problema, secondo gli studiosi, è che la forma di governo semipresidenziale è stata duramente messa alla prova, ed in queste condizioni di crisi sistemica, se risulta difficile la costituzione di un nuovo esecutivo, ancor più impervia sarà il cammino per elaborazione congiunta di un rinnovato sistema istituzionale, capace di affrontare le sfide che si profilano all’orizzonte (sia in politica interna, che internazionale ed Europea) giacché le regole fondamentali non si possono imporre con voti di maggioranza ma vanno condivisi nell’elaborazione e poi nell’adozione.

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