di Salvatore Sfrecola
Mascalzoni e vigliacchi, non altrimenti possono essere qualificati quanti a Torino, in occasione della manifestazione in favore del centro sociale Askatasuna, hanno aggredito l’agente della Polizia di Stato Alessandro Calista che, rimasto isolato, è stato colpito con calci, pugni, bastoni e martelli quando era a terra. Questo giornale, fedele ai principi liberali e democratici che fin dal 1861 hanno caratterizzato lo Stato nazionale, rende omaggio al fedele servitore dello Stato oggetto della vile aggressione ed esprime solidarietà alle Forze dell’Ordine chiamate a garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela dei beni pubblici e privati. Non si può fare a meno di considerare che la libertà di manifestazione del pensiero, principio cardine dell’ordinamento liberale, mai può degenerare in azioni violente e delittuose di fronte alle quali lo Stato ha il dovere di reagire prevenendo ove possibile e reprimendo, nelle forme della legge e a garanzia della libertà di tutti i cittadini.
La cronaca ci dice che un gruppo di facinorosi antagonisti si sono staccati dalla massa dei partecipanti al corteo ed ha dato luogo ad una vera e propria guerriglia urbana come dimostra il numero dei feriti, oltre 100 di cui 29 tra le Forze dell’Ordine, e l’entità dei danni causati a beni pubblici e privati, vetrine infrante, auto distrutte, compreso un mezzo della Polizia dato alle fiamme.
Occorre chiederci chi c’è dietro i circa 700 black block che hanno scatenato la guerriglia in città. Tra gli arrestati ci sono diversi stranieri. Erano altamente organizzati con scudi di metallo e vestiti tutti uguali che sono stati abbandonati dopo gli scontri per mischiarsi tra la folla.
Va detto che era immaginabile che la manifestazione degenerasse, come accade in ogni occasione. Per cui non si può fare a meno di segnalare l’inadeguatezza di chi, a livello nazionale e locale, ha la responsabilità dell’Ordine pubblico, per aver consentito il concentramento di un numero così elevato di soggetti evidentemente maleintenzionati, come dimostra l’armamentario che hanno presentato al momento dell’aggressione, provenienti anche da fuori Torino il che avrebbe dovuto facilitare la loro individuazione per tempo, tenendoli lontani dal luogo della manifestazione.
Lo Stato, che ha il dovere di garantire a tutti i cittadini, anche a chi è all’opposizione del governo in carica, il diritto di manifestazione del pensiero, ha contestualmente il dovere di evitare che le manifestazioni degenerino in azioni violente e delittuose nei confronti di altri cittadini e dei loro beni come dei beni pubblici.
Non servono nuove leggi. È sufficiente che quelle in vigore siano fatte rispettare con la fermezza di uno stato liberale che, mentre consente di manifestare ogni idea, non ammette che si possano verificare violenze, come abbiamo visto a Torino e, di recente, in altre città d’Italia.
Una volta tanto, di fronte a quelle scene di vera e propria guerriglia urbana alle quali tutti gli italiani hanno assistito attraverso le televisioni, le forze politiche di destra, di centro e di sinistra ci sono schierate contro i violenti. Deve essere questa la regola. È necessario che il confronto politico riguardi la gestione del potere, ma la difesa dell’ordine pubblico non appartiene a questo a quel partito essendo un requisito fondamentale per l’esistenza dello Stato.
