sabato, Marzo 14, 2026
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La tradizione come memoria del passato diventa cultura

di Antonio Maria Di Nunno

L’Associazione culturale Sunodia e il Comitato tecnico scientifico dell’Ucid, dopo la costituzione del Centro studi e ricerche sulla tradizione che ha come obiettivo di approfondire quegli aspetti che favoriscono la sua configurazione come elemento culturale nella nostra attuale società, hanno pubblicato una raccolta di saggi su tale tema con il titolo “tradizione e cultura” (ediz. Cantagalli).

L’opera è divisa in due parti la prima generale, intesa ad individuare gli aspetti essenziali della tradizione, sotto un profilo metafisico, quali quelli ontologico (F. Botturi), epistemico e di verità (P. Maddalena) in un quadro storico- sociologico (S. Abbruzzese), evolutivo in rapporto al suo significato e alla sua memoria.

In tale prospettiva la seconda parte della trattazione riguarda la declinazione della tradizione, con saggi di altri autori, su realtà costitutive della vita umana, quali quella della famiglia, della educazione, del lavoro, della sanità, dell’economia, del credito cooperativo nonché su altri aspetti rilevanti, quali quelli dei sistemi giuridici, del diritto, degli anziani, dell’arte e del dolore, con il risultato di scoprirne la sua essenzialità ed effettività.

Un aspetto fondamentale e rilevante per realizzare tale obiettivo viene individuato nella memoria in cui emerge l’essenza di elementi vivi del passato rispetto al ricordo invece privo di tali effetti.

Il riferimento alla memoria, secondo quanto emerge dall’opera, consente di riportare nel presente principio, criteri, concetti, consuetudini idonei a costituire il tessuto connettivo della vita e ad incentivare la creativita’.

Secondo quanto emerge da alcuni contenuti dell’opera, sotto un profilo dinamico personale, si succedono temporalmente la ricezione della tradizione, la sua verifica sotto il profilo esperienziale e il giudizio di accettazione di quanto sperimentato.

Ciò naturalmente va inquadrato nelle condizioni di luogo e tempo che necessariamente implicano una pratica di adattamento senza sconvolgimento dei valori essenziali e prevalentemente con riferimento alla Verità metafisica.

Successivamente avviene infine la trasmissione di ciò che si è sperimentato ed accettato che diventa cultura.

Infine appare interessante segnalare, nell’ambito di una puntuale realizzazione della declinazione della trasmissione della tradizione emergente dall’opera, i contenuti del saggio sugli anziani (B. Sconocchia), con il riferimento alla recente normativa (L. n.33/2023 e D.leg. n.29/2024).

Ciò nella misura in cui pone in rilievo un necessario e nuovo “rapporto intergenerazionale” tra gli stessi anziani e i giovani in connessione con una possibilità di invecchiamento attivo dei primi (non più soggetti considerati solo sotto il profilo assistenziale).

Si tratta certamente della valorizzazione di uno specifico rapporto in cui è possibile riscontrare come la stessa tradizione costituisca l’anello di congiunzione fra gli anziani e i giovani.

Ciò sembra confermare l’essenzialità della tradizione in quantoproviene dall’uomo edin particolare dalla sua esperienza e dal suo modo di essere che lo accompagnano nel sociale e che soprattutto riguardano tutto l’umano.

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