martedì, Maggio 19, 2026
HomeNEWSQuello del Referendum sarà un voto politico*

Quello del Referendum sarà un voto politico*

Di Pasquale Dante

Il mondo Liberale (mi riferisco alla vecchia guardia…), more solito in crociana concorde discordia, è diviso fra coloro i quali ritengono opportuno votare SI al Referendum e coloro i quali, viceversa sostengono decisamente il NO.

Secondo tradizione liberale, da entrambe le parti, le argomentazioni sono arricchite dal parere di autorevoli giuristi il cui prezioso contributo, per quanto sto per riassumere, e dunque a mio modesto avviso, per i più è stato e sarà solo fiato sprecato.

Da avvocato civilista, in penale non saprei dove mettere le mani, ringrazio Enzo Marzo e Critica Liberale per un simpatico video che, grazie alla mia dimestichezza con il diritto mi ha chiaritole cose ma, a ben riflettere, questa é già una ottima motivazione per mettere da parte le elucubrazioni mentali e votare NO.

Infatti, se le nuove regole appaiono indigeste anche ad un avvocato civilista, ditemi voi con quale consapevolezza il Cittadino, che non ha mai varcato Aule di Giustizia, potrà valutare la portata delle riforme.

I membri del Governo dichiarano ripetutamente che il voto del Referendun non avrà rilevanza politica ma, la complessità della materia, specie dopo i recenti correttivi al testo, induce a ritenere l’esatto contrario.

Ed infatti, in questo guazzabuglio, i simpatizzanti del centro destra (senza sapere di che trattasi) si precipiteranno alle urne sfoggiando spille di appartenenza politica per votare SI, mentre  i simpatizzanti dell’opposizione (sempre senza sapere di che trattasi), si recheranno alla urne, bandiera palestinese sulle spalle, per votare NO.

Tanto premesso, in questa processione di cervelli all’ammasso, non ricoprendo incarichi politici, e dunque da semplice avvocato civilista, ricordo a me stesso ciò di cui la Politica non si preoccupa, ovvero la rabbia del 90% della popolazione alle prese con procedimenti civili interminabili, dai costi ormai stratosferici, con continui cambiamenti delle regole del giuoco (la Crusca suggerisce gioco ma preferisco la forma aulica) che servono solo a complicare cose che erano già più che complesse e con regole in sede di esecuzione sempre più stringenti per i creditori, al punto da rendere l’avere vinto una causa un vero e proprio incubo.

Precisando poi d’avere già scritto su www.agoraliberale.org  quanto mio accingo a ripetere il giorno prima delle dichiarazioni del dr. Gratteri, mi permetto di aggiungere dell’altro.

Anche se i furbastri ed i truffatori sono in crescita, si tratta di categorie (già sin troppo protette…) che rappresentano ancora una minima parte della Collettività e mi chiedo quale interesse possa suscitare, sulla parte sana della popolazione, il sapere che un Pubblico Ministero, con il quale mai avrà alcun rapporto, possa essere orientato politicamente. Si tratta dunque di una riforma utile per la Politica ed il suo sottobosco che, da quanto possibile apprendere quotidianamente dalla Stampa, opera con una certa spregiudicatezza. E’ per altro davvero singolare dover udire che l’avvio della riforma sia stato determinato dalla necessità di metter fine ad abusi da parte della Magistratura nei confronti della Politica quando la frase pronunciata all’occorrenza da ogni suo attore (dai consiglieri di quartiere sino ai Ministri in carica compresi i beneficiati del sotto governo…) é stata sempre riferita all’estraneità dei fatti, immancabilmente accompagnata dalla assoluta ” fiducia nel lavoro della Magistratura…..” .

La Politica, per noi Liberali, é ancora una cosa seria (ed infatti siamo in estinzione…) e posso assicurarvi che, ove mai fossi eletto da qualche parte, per il rispetto dovuto agli Elettori, già di fronte ad un semplice avviso di garanzia, innanzi tutto lascerei il Seggio ma l’indomani, certo della mia correttezza, mi recherei dal Magistrato per dargli un buffetto, lieve ma deciso, precisando che quello sarebbe stato l’unico motivo valido per trasferirmi alle patrie galere. Il tutto alla presenza della Stampa preventivamente informata e per la gioia del dr. Gratteri cui, in questa occasione, per il coraggio manifestato nell’esprimere un pensiero ricorrente ma impronunciabile, va tutta la mia ammirazione.

* da “Nuove Sintesi”, febbraio 2026, Trimestrale di cultura e politica, diretta dal Prof. Michele D’Elia

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Most Popular

Recent Comments

Aldo Ammendola on Trent’anni senza Babbo Italo
Marco Perletta on Vincenzo Cuoco (1770-1823)
Gianluigi Biagioni Gazzoli on Turiamoci il naso e andiamo a votare
Michele D'Elia on La Domenica del Direttore
Michele D'Elia on Se Calenda ha un piano B