“Molti si atteggiano da lupi, in realtà sono meri detrattori non costruttori”
Dell’Avv. Jacopo S. Barlolomei
È deceduto all’età di 87 anni Fabio Alberto Roversi Monaco, personalità di spicco dell’Alma Mater Studiorum, Università statale di prestigio internazionale di Bologna; Egli era nato ad Addis Abeba il 18.12.38 e aveva ricoperto la carica di Magnifico Rettore dal 1985 al 2000, e successivamente Presidente della Fondazione CARIBO. Per oltre quarant’anni docente di diritto pubblico, sia amministrativo che costituzionale, ai massimi livelli accademici.
Repubblicano convinto, atlantista ma non fanatico dei valori occidentali, affiliato alla Massoneria, ma mai settario e corporativo – celebre il suo rifiuto di diventare Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia – lungimirante Rettore dell’Ateneo bolognese, Uomo di ampie vedute, sganciato dalle inveterate logiche del provincialismo e del familismo amorale, che hanno contraddistinto il mancato sviluppo di tante istituzioni di ricerca nel nostro Paese.
Grande amico di Giovanni Spadolini – che da Presidente del Senato mancò di un soffio l’ascesa al Colle – Lucio Dalla e Umberto Eco, confessò di “non esser riuscito a coltivare le amicizie come avrebbe voluto: il lavoro e la famiglia sono stati pensieri assorbenti, a volte il primo anche in via dominante”
Sotto il Suo rettorato, ad esempio, con il prof. Nicola Matteucci ed il prof. Giuseppe De Vergottini si è tenuto in occasione del Bicentenario della Costituzione di Filadelfia (Dichiarazione di Indipendenza 1776-Sottoscrizione carta 17.9.1787), il più rilevante Convegno internazionale di diritto costituzionale comparato e scienza politica nella nostra Nazione, con studiosi accorsi da molti Paesi occidentali, attratti dalla duttile longevità della Carta costituzionale USA e dal funzionamento della forma di governo presidenziale, ove alla figura del Presidente fanno da contrappeso i noti checs and balances (tra cui la indipendenza della Corte Suprema federale, rafforzata dalla nomina a vita dei membri)
È stato un pioniere nell’istituzione della Scuola di specializzazione in “Giuristi d’Impresa”, conscio che la laurea di giurisprudenza evolveva verso le specializzazioni e che gli sbocchi tradizionali (avvocato, giudice, notaio, etc) sarebbero divenuti insufficienti a coprire la variegata domanda di operatori del diritto nella società postindustriale, come pure nel delocalizzare in Romagna (Ravenna, Forlì, Rimini etc.) alcuni corsi di laurea dell’Ateneo.
Grazie a mio Padre Franco Bartolomei, ordinario di diritto amministrativo e direttore di dipartimento di diritto pubblico, Brillante allievo del Maestro Massimo Severo Giannini negli anni 60 alla Facoltà di giurisprudenza a “La Sapienza”, ebbi occasione di conoscerlo personalmente appena laureato a fine 1988. Di quell’incontro rammento una sagace affermazione, tipica della propensione all’ironia dei Grandi giuristi e degli uomini di potere “smaliziati”, che consci della caducità delle situazioni umane, non sono ottenebrati dalla tentazione di onnipotenza. Ammise di esser affiliato alla massoneria, ma di esser “in sonno” e, aggiunse, “indisponibile a bruschi risvegli”!
Tale ricordo è corroborato dall’ampio ritratto, a firma del corrispondente locale Valerio Boroncini, apparso su QN-Resto del Carlino, domenica 29.3.26, all’indomani notizia del decesso, circa la consapevolezza del Magnifico Roversi Monaco, che “il tempo inesorabile passa… ma resta la testimonianza, la traccia di tanti anni di lavoro”.
Le Grandi imprese, possono a volte esser concepite in solitudine dopo anni di riflessione ed esperimenti, ma giammai realizzate, senza adeguato staff o duraturo seguito.
Il Lungimirante Rettore Roversi Monaco ha lasciato una scuola di pensiero e di gestione delle istituzioni accademiche, non solo a livello di diritta discendenza famigliare, ma di pensiero e di cultura non strettamente giuridica.
Ritengo, facendo propria felice locuzione coniata da mio Padre, che Lui possa esser annoverato non solo – come unanimemente ricon9osciuto, ora pure dagli avversari e da qualche sparuto detrattore – come Figura di riferimento nel mondo accademico italiano, bensì quale Maesto di Scienza e di Vita.
