di Salvatore Sfrecola
“Un bagno di folla”, così giornali e telegiornali hanno definito l’incontro di Kate Middelton, Principessa del Galles e futura Regina del Regno Unito, con la popolazione di Reggio Emilia, dove si è recata nei giorni scorsi per visitare scuole dell’infanzia di fama internazionale che ha voluto conoscere per apprendere dei metodi di accoglienza e d’insegnamento. Abbiamo visto, e vengono continuamente riproposti sui social, in particolare su TikTok e Instagram i momenti d’incontro della Principessa con la gente, giovani soprattutto, in prevalenza donne che hanno portato bambini di tutte le età ai quali Kate si è rivolta con quel sorriso sereno e accattivante che la contraddistingue. A tutti riservando un saluto, in italiano, e una carezza che loro hanno contraccambiato. E strette di mano alle mamme e, naturalmente selfie, ricercati e ripetuti. Molte le hanno riservato mazzi di fiori che lei è corsa a prendere sempre ringraziando. Le avevano detto che quella folla si era apprestata a riceverla fin dal mattino con un entusiasmo che la stampa probabilmente non si aspettava, anche se l’attenzione della gente aveva già stimolato l’interesse di alcuni commentatori più accorti in occasione della visita del Re Carlo III e della Regina Camilla. Del resto Re Carlo ha entusiasmato senatori e deputati a Washington anche solo ricordando che se parlano inglese e non francese è per l’antico legame con Londra.
La Principessa, in sostanza, ha riportato al centro dell’attenzione un sentimento nel nostro Paese mai scomparso: la nostalgia della monarchia. Tra piazze gremite, curiosità mediatica e folle accorse solo per intravedere un sorriso o un gesto elegante, la visita della futura regina d’Inghilterra ha avuto un impatto che va ben oltre il semplice evento diplomatico.
L’Italia è una Repubblica dal 1946, all’esito di un referendum contestato che comunque ha registrato un elettorato spaccato praticamente a metà e che poi si è riversato sulla Democrazia Cristiana ed i partiti alleati, tra i quali il Partito Nazionale Monarchico ha riscosso in quegli anni notevoli consensi.
Il fascino delle famiglie reali continua a esercitare una forte attrazione sull’immaginario collettivo. La figura di Kate, con il suo stile sobrio, la compostezza istituzionale e quell’eleganza mai ostentata, ha conquistato anche molti italiani. Nei giorni della visita, televisioni, giornali e social network hanno raccontato ogni dettaglio: dagli abiti scelti per gli incontri ufficiali fino ai piccoli gesti di vicinanza verso il pubblico.
Dietro questo entusiasmo si nasconde qualcosa di più profondo. Le monarchie europee rappresentano, per molti, un simbolo di continuità storica in un’epoca dominata da cambiamenti rapidi e instabilità politica, la tutela dell’identità nazionale, il senso dell’unità della Nazione. La famiglia reale britannica, in particolare, riesce ancora a evocare un’idea romantica del potere: castelli, cerimonie, tradizioni e senso del dovere. Elementi che sembrano appartenere a un altro tempo ma che continuano ad affascinare milioni di persone.
In Italia questa attrazione assume anche un valore culturale. Il nostro Paese conserva in molti un legame con il proprio passato monarchico, come dimostra il successo di una collana editoriale, di Historica, di Francesco Giubilei, “L’Italia in eredità”: il ricordo di un’epoca associata a eleganza, ritualità e identità nazionale, senso dello Stato. La visita della Principessa Kate ha riacceso questo immaginario, soprattutto tra chi vede nelle figure reali una forma di rappresentazione pubblica più stabile e meno conflittuale rispetto alla politica contemporanea.
Le persone cercano nelle figure reali qualcosa che oggi appare raro: compostezza, discrezione e un senso della tradizione che sembra sopravvivere al tempo. Kate incarna perfettamente questa immagine moderna della regalità: vicina alla gente ma sempre impeccabile, contemporanea ma legata ai codici della storia.
La sua visita in Italia ha dunque mostrato come il fascino dei re e delle regine non appartenga soltanto ai libri di storia o alle serie televisive. In un mondo sempre più veloce e frammentato, la monarchia continua a rappresentare, almeno nell’immaginario collettivo, una rassicurante idea di continuità. E forse è proprio questa la ragione per cui, anche in una Repubblica come l’Italia, la nostalgia dei re non smette mai davvero di esistere.
