di Salvatore Sfrecola
La Lega è stressata dall’iniziativa del Generale Vannacci e dall’inadeguatezza delle sue azioni di Governo. La sicurezza, affidata al Ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, in quota Lega, rivela gravi lacune, ovunque, il trasporto passeggeri è anch’esso carente soprattutto nell’alta velocità, come sanno bene quanti si trovano a fare i conti con i gravi ritardi dei treni. E questo è addebitato a Salvini.
È inevitabile che il partito arretri nella “ridotta” padana, che non è più “per l’indipendenza della Padania”, ma è lì la sua forza e la sua debolezza. Quello di tornare ad essere un movimento localista con le sue indubbie ragioni, ma anche con quella dose di grettezza che si collega all’egoismo della micropolitica.
Salvini, per la verità, aveva provato a fare della Lega un partito nazionale, una sorta di “Lega italica”, già conosciuta dalla storia con risultati onorevoli. Aveva provato con “Noi con Salvini”, mobilitando energie nuove e preziose a Roma, dove si fa la politica, e da dove si può guardare con fiducia al Sud, terreno minato dove il nuovo inevitabilmente rischia di reclutare gli scarti degli altri partiti e personaggi legati a conventicole locali. Com’è accaduto per tutti i partiti nella fase di espansione-
È partito con molto entusiasmo “Noi con Salvini”, trasmesso a quanti miravano al partito nazionale, poi l’iniziativa si è dissolta. Forse per inadeguatezza di chi avrebbe dovuto gestire una realtà complessa ma che aveva entusiasmato molti, di chi con la mente avvolta dalle nebbie padane non ha saputo percepire il calore del sole della Capitale. Oppure, inorgoglito da un prestigioso incarico parlamentare ha pensato di non dover coltivare altre ambizioni. Capita spesso ai parvenu cresciuti in fretta e fuori misura. Ma è grave che sia stato lasciato a “non fare”.
Insomma, La Lega annaspa con il rischio concreto di tornare ad essere il partito locale delle origini che certo potrà validamente concorrere alle elezioni di Sindaci e Presidenti di regione, lontano da Roma e dal potere, con scarsa capacità di incidere sulle scelte nazionali.
