mercoledì, Luglio 22, 2026
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L’efficacia delle graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato è stata prorogata, ma l’Agenzia delle Entrate ancora non provvede

di Salvatore Sfrecola

Questo giornale, che si è assunto il compito di difendere i diritti dei più deboli, si è occupato ripetutamente dei pubblici dipendenti, intervenendo quando le amministrazioni trascurano o negano loro l’applicazione delle leggi o il ricorso a regole di buona amministrazione. Riceve, pertanto, tra l’altro, continue segnalazioni in merito alla mancata utilizzazione delle graduatorie ancora valide da parte di alcune amministrazioni, in particolare dall’Agenzia delle entrate che “sarebbe”, il condizionale è d’obbligo come sappiamo bene, restia a procedere allo scorrimento delle graduatorie, in particolare di quelle a dirigente di seconda fascia.

Non se ne comprende il motivo, un po’ perché lo aveva chiesto la stessa Agenzia, un po’ perché oggi la validità delle graduatorie al 31 dicembre 2026 è prevista dal decreto “milleproroghe” (DL n. 200/2025, convertito dalla Legge n. 18/2026) che in tal modo prende atto di una regola antica e saggia, alla quale le amministrazioni pubbliche si sono in passato costantemente adeguate, quella della assunzione dei candidati risultati idonei ma non chiamati a prestare servizio nella prima fase a causa del limite dei posti messi a concorso.

Accadeva e accade che verificandosi carenze negli organici, che sono continue in ragione anche dei pensionamenti, le amministrazioni, invece di bandire un nuovo concorso, facciano ricorso alle graduatorie esistenti e ancora valide così da risparmiare i costi notevoli legati all’organizzazione di nuove procedure selettive, assumendo persone già selezionate, perché spesso gli idonei sono soggetti collocati in graduatoria pochi centesimi dietro l’ultimo dei primi assunti.

È, del resto, una regola di buon senso dall’altro consente un inserimento più rapido di personale già valutato e ritenuto idoneo, regola alla quale molte amministrazioni sono ricorse sempre, senza nessuna sollecitazione particolare. 

Accade, invece, che l’Agenzia delle entrate, che pure ha assunto 39 idonei, non provveda ad ulteriori assunzioni, avendo a disposizione, da quello che si legge, un’ottantina di posti. Tra l’altro questa situazione, in presenza di una norma di proroga della validità della graduatoria, sta favorendo un consistente contenzioso che molto costa ai singoli e, indirettamente, all’amministrazione in ragione delle carenze di organico.

L’Agenzia delle entrate ha fatto ricorso spesso a nomine dirigenziali ex art. 19, comma 6, del decreto 165 del 2001, cioè a nomine “fiduciarie”, ampiamente invise ai pubblici dipendenti che vi individuano una riserva di caccia della politica in vista della scelta di amici e amici degli amici.

Anche qui a pensar male forse si fa peccato ma s’indovina certamente, considerato anche che con la nuova normativa sulla dirigenza le nomine “politiche”, abilmente camuffate da riconoscimento del “merito”, sono previste in numero maggiore che in passato. Le elezioni sono vicine e qualche nuovo “amico” può giovare. Trascurando che per uno che si accontenta (abbiamo avuto casi, un po’ dovunque, di nomine di soggetti bocciati al relativo concorso) tanti s’indignano. Ma di questo la politica si disinteressa.

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