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Salva il Re

“NUOVE SINTESI”

Milano 4 novembre 2026

SALVA IL RE

“Salva il Re che, dimesso l’ermellino/ E la porpora, come il fantaccino/ Renduto in panni bigi,/

sfanga nel fosso o va calzato d’uosa/ cercando nella cruda alpe nevosa,/ Dio vero, i tuoi prodigi…”

(G. D’Annunzio, Canti della guerra latina, Roma 1939, poesia composta il 12 dicembre 1915)

Dal convegno su “Aspetti umani della Grande guerra”,10 marzo 2005, Liceo Sc.  St. Vittorio Veneto di Milano, a ”Vittorio Emanuele III, un Re di fronte alla Storia”, in Nuove Sintesi, dicembre 2007, al convegno” Vittorio Emanuele ed il suo tempo ”, Palazzo Isimbardi, Provincia di Milano, ora Città Metropolitana, Sala degli Affreschi, 30 novembre 2023, abbiamo discusso con molti studiosi di questo Re; ultimo incontro il 29 gennaio 2026 presso la Città Metropolitana. Tuttavia, va ricordiamo a certi immemori faziosi che:

1. Re Vittorio è presente sui campi della Grande Guerra, dal primo all’ultimo giorno;

2. a Peschiera, l’8 novembre 1917, fiducioso nei Soldati d’Italia, stronca i tentativi dei cosiddetti Alleati di insultare il Regio Esercito e la loro proposta di arretrare oltre il Mincio;

3. 10 novembre i917. Messaggio agli italiani: “ …Cittadini e soldati, siate un esercito solo…”;

4. Finita la guerra, due volte rifiutò la proposta di Medaglia d’Oro al Valor Militare, presentata dall’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, perché “…mentre tanti valorosi chiudono nei cimiteri e negli ospedali il segreto di atti che non conosciuti, non potrebbero avere nessuna ricompensa, non credo di poter accettare…per quello che era mio dovere fare, come Re e come soldato…”;

5. nell’ottobre del 1922 salvò l’Italia dalla guerra civile, mentre i tremebondi come il dimissionario Presidente del Consiglio, Luigi Facta e proclamava un risibile quanto inattuabile “stato d’assedio”;

6. si assume la responsabilità di nominare Mussolini Presidente del Consiglio, in attesa di conferma o no della Camera, dove i fascisti disponevano di appena 32 deputati effettivi, su 535, ma la Camera approva, nascondendosi dietro il Re;

7. 25 luglio 1943. Destituisce il Duce. Il Re “Fu il solo che agì”; così Einaudi in Diario dall’esilio;

8. 8 settembre 1943 Salva l’integrità dello Stato, trasferendo il Governo a Brindisi, dove non vi erano truppe straniere. Il Re di Pescara è il Re di Peschiera.

9. 11 settembre ne spiega i motivi da Radio Bari;

10. Il 27-28 settembre è costituito il Primo Raggruppamento Motorizzato, a Campi Salentina, LE;

11. 14 marzo 1944. Il Times di Londra riferisce che Stalin ha riconosciuto (il 13) il Governo di Brindisi, con conseguente scambio di Rappresentanze diplomatiche;

12. 5 giugno 1944. Salerno, Consiglio dei Ministri. L’Ammiraglio De Courten a chi rinfacciava al Re l’abbandono di Roma:”…se gli attuali Ministri siedono tranquillamente attorno a un  tavolo lo devono a quella fuga…”(IDDI Decima Serie, vol. I, Doc.246, pp.297-298)

La Luogotenenza al primogenito Umberto e l’abdicazione sono troppo note perché qui se ne parli. Il Re salvò l’onore ed il futuro dell’Italia. Per questo, ancora oggi diciamo:” Salva il Re…”.

Se ne ricordarono, il 2 e 3 giugno ’46, i 10.700.000 italiani che votarono Monarchia.

Michele D’Elia

Direttore di Nuove Sintesi

Presidente dell’Associazione Dei Liberali

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