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C’è movimento a destra, suscettibile di importanti novità

C’è movimento a destra, suscettibile di importanti novità
di Salvatore Sfrecola

C’è grande movimento dalle parti del Centrodestra, a seguito della crisi di governo che ha dato luogo all’Esecutivo Conte 2 ed in vista di scadenze elettorali importanti in regioni quali l’Umbria, la Toscana e l’Emilia-Romagna, da sempre governate dalle sinistre, oggi possibile conquista per la coalizione che vede uniti LegaForza Italia e Fratelli d’Italia. Tuttavia la crisi che ha portato all’uscita della Lega dal “contratto di governo” con il Movimento Cinque Stelle sta determinando riposizionamenti all’interno dello schieramento di Centrodestra. Per iniziativa di Giovanni Toti, che ha creato un movimento denominato “Cambiamo”, per l’incremento dei consensi registrato in questi ultimi tempi da Fratelli d’Italia, per le difficoltà evidenti di Forza Italia che soffre di una leadership personale e personalistica che non appare più adeguata all’attuale momento storico, vuoi per l’attrazione che su molti suoi elettori esercitano la Lega e Fratelli d’Italia, vuoi per il minore impegno di Silvio Berlusconi, inevitabile per il passare degli anni.

Tuttavia Berlusconi, che rivendica la centralità di FI nel Centrodestra, dice delle cose vere, nel senso che in quello schieramento lo spirito liberale, moderato, cattolico, rappresentato negli anni dal suo partito, trova nella crisi in atto l’esigenza di trovare altre sponde, dacché la Lega di Matteo Salvini non è per tutti l’approdo ottimale. In sostanza i portatori della cultura liberale, alla Einaudi, per intenderci, trovano difficoltà ad aggregarsi alla Lega chiassosa interpretata da Salvini e dai suoi, un’esperienza politica che si è andata consolidando in modo notevole nel corso degli ultimi mesi ma che tuttavia lascia perplessi i liberali italiani i quali, immersi nello spirito patriottico di derivazione risorgimentale, non possono dimenticare il pregresso spirito secessionista della Lega, l’ostilità alla condivisione degli ideali nazionali, a cominciare dalla bandiera nazionale, il Tricolore tante volte vilipeso, che sono testimoniate e sottolineate dalla difficoltà che la Lega trova nell’accrescere i consensi a Sud del Po, come dimostra la squadra di governo nell’esecutivo Conte 1 nel quale i ministri leghisti, con esclusione della Bongiorno, erano tutti padani. È vero che la Lega è cresciuta anche a Sud ma è un consenso “di pancia”, assolutamente inidoneo a garantire un permanente il successo per una forza politica che vuol essere nazionale.

Tra i problemi che riguardano Forza Italia e la Lega, molto diversi ma comunque importanti, Fratelli d’Italia si presenta nel dibattito politico maggiormente coerente e dinamica, guidata da una giovane esponente della destra che ha dato dimostrazione di saper affrontare i problemi dell’attualità e di mantenere forte e sicura la barra della navicella in un momento di gravi difficoltà di ordine economico e sociale che fanno ritenere necessario un maggiore approfondimento alla luce di moderne idee conservatrici.

Giorgia Meloni è cresciuta nella considerazione degli italiani moderati, come dimostrano i più recenti sondaggi, e potrebbe crescere ancora se, ricordando l’esperienza di Almirante, manifestasse una più decisa apertura al pensiero liberale conservatore che è parte essenziale di quella galassia che possiamo definire della “destra liberale”, alla quale si affacciano ambienti variegati del cattolicesimo tradizionalista e, negli ultimi tempi, i monarchici italiani impegnati nella battaglia sulle riforme costituzionali, per le quali si sentono particolarmente titolati.

Un siffatto ampliamento della prospettiva politica darebbe a Fratelli d’Italia un sicuro incremento di consensi, un po’ come fu per Alleanza Nazionale la quale seppe, in un momento di trasformazione profonda della politica, dopo il crollo della Prima Repubblica, richiamare l’attenzione di personalità della società civile, come si usa dire, particolarmente qualificate, da Domenico Fisichella a Giuseppe Basini, il politologo e lo scienziato, entrambi di cultura liberale.

Vedremo come nei prossimi mesi, anche per effetto del dibattito che si svilupperà nel corso della campagna elettoraleper le elezioni regionali e nella opposizione al governo Conte 2, come si potranno riposizionare nell’ambito del Centrodestra personalità e gruppi i quali ben possono richiamare l’attenzione dei moderati e dei conservatori ai quali il Salvini che chiede i “pieni poteri” e che urla da una spiaggia non aggrada molto, anche se ne apprezzano l’impegno a difesa dei confini nazionali e nella lotta alla immigrazione indiscriminata.

23 settembre 2019

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