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Il giorno più lungo della Repubblica

di Michele D’Elia, Presidente dell’Associazione dei liberali

Ora anche la Repubblica vanta il suo giorno più lungo. Le cronache si sono diffuse nel racconto del prima ,durante e dopo la fine dell’esperienza Draghi. Tempo perso.Era prevedibile ,trattandosi non di un governo di unità nazionale ,ma di un caravanserraglio ,vedi Nuove Sintesi,febbraio 2022.Nessuno dice e tanto meno scrive ,le ragioni sostanziali di quanto accaduto:1-la volontà dei partiti di schivare la responsabilitàdi assumere decisioni drastiche ed impopolari ,per risanare questo Paese: dalla riforma dell’Amministrazione dello Stato,nei suoi diversi profili ,scuola ,sanità ,fisco…;all’economia ,al risanamento della rete idrica…;2-l’inconsistenza della cultura politica di Draghi ,osannato come salvatore della Patria, ma non lo è, , da stampa e tv, sempre pronte a salire sul carro del vincitore;3-la miopia politica di una  Destra illiberale, pronta a tutto,pur di occupare il potere; e di una Sinistra, che  ha perso la lungimiranza, propria del governo di uno Stato;4-le miserrime condizioni di una classe politicaNON filtrata da partiti solidi’ culturalmente e ideologicamente. Da questa uligine emergono i comportamenti che constatiamo;Minghetti  e Mosca insegnano.
I liberali ed i monarchici ,se non fossero un popolo disperso, avrebbero un entusiasmante compito da svolgere:ricondurre la politica italiana alle sue origini risorgimentali e rivoluzionarie.Il 24 maggio 1946 Einaudi scrisse sull’Opinione. “…Se non volessi, assai più che la vittoria  della monarchia ,la vittoria del bene comune ,dovrei augurarealla repubblica di iniziare il suo corso nel travagliato momento odierno…La impossibilità fisica assoluta di matenerle promesse che i partiti vanno facendo…saranno causa di disillusioni acerbissime…”. L’eco di Cavour è forte. Sul Risorgimento, il 23 marzo 1848,egli aveva scritto: “L’ora suprema per la Monarchia sarda è suonata!…lasciarsifermare dalle proteste dell’Inghilterra sarebbe viltà…una politica meschina…coprirebbe d’ignominia la nazione…”.Vediamo oggi l’ignominia che allora non fu.La Repubblica sappia salvare se stessa ed  il popolo italiano. Se ne è  capace.

                                                                             

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