HomeNEWSVerso il “semestre bianco” (o al calor bianco?)

Verso il “semestre bianco” (o al calor bianco?)

di Salvatore Sfrecola

Mancano pochi giorni all’inizio del “semestre bianco”, quel tempo che precede la data dell’elezione del Capo dello Stato e che vieta al Presidente in carica di sciogliere le Camere. Non è che questo Parlamento abbia corso realmente il “rischio” di essere mandato a casa, come pure ripetutamente hanno chiesto nel corso degli ultimi anni le opposizioni, ritenendo accertato un significativo cambio di orientamento popolare rispetto al 2018, sulla base delle elezioni che si sono tenute più di recente nei comuni e nelle regioni. Questo diverso sentimento percepito dai sondaggi non è stato evidentemente mai ritenuto da Sergio Mattarella idoneo a giustificare lo scioglimento anticipato delle assemblee legislative.

Ne scriveranno certamente politologi e giuristi. A noi oggi spetta di svolgere alcune considerazioni su quel che è possibile avvenga nei mesi a venire, nella prospettiva del posizionamento dei partiti in funzione della maggioranza sufficiente ad eleggere il nuovo Capo dello Stato ed anche in vista alla successiva scadenza del 2023, quando si dovranno eleggere le nuove Camere. Gli scenari possibili sono ovviamente diversi, ma è certo che i partiti cercheranno in ogni modo di fronte all’opinione pubblica e in Parlamento di far valere le loro idee e le loro proposte, in sostanza a marcare le differenze. Ad esempio in ordine alla personalità sulla quale può convergere i voti per l’elezione del Capo dello Stato, senza trascurare gli effetti successivi sull’ultima parte della legislatura in vista della scadenza della primavera del 2023 quando i sondaggi fanno immaginare una possibile nuova maggioranza articolata in una coalizione di centrodestra della quale ancora non è dato individuale quale ruolo avranno i partiti e i movimenti che la compongono in vista, ad esempio, della scelta del Presidente del Consiglio dei ministri. È noto che vi ambisce Giorgia Meloni, ma non solo.

Tutto questo può avvenire in un modo tutto sommato soft per lucrare gli effetti della partecipazione al governo di Forza Italia e della Lega schierati in una coalizione che vede uno dei partiti della coalizione,Fratelli d’Italia, all’opposizione e che per questo, come accade sempre, acquisisce consensi, che i sondaggi indicano come crescenti, su alcuni aspetti di dissenso dell’opinione pubblica. Ma è anche possibile che, senza il timore dello scioglimento anticipato delle Camere, le differenziazioni abbiano un carattere più aggressivo, come avviene, ad esempio, in questo momento con l’enfatizzazione da parte di Matteo Salvini della partecipazione alla raccolta delle firme per il referendum sulla giustizia. E se nel centrodestra Forza Italia è alla ricerca di consensi anche attraverso alcuni distinguo rispetto alla Lega ed a Fratelli d’Italia c’è la mina vagante di Italia Viva che Matteo Renzi sta conducendo alla ricerca di qualche importante aggregazione sul centro o forse anche sul centrodestra, come attestano le sue più recenti iniziative, in particolare sul disegno di legge Zan che pure i suoi avevano votato alla Camera. Lo attesta l’insistenza con la quale, in apertura del suo libro da qualche giorno in libreria, Controcorrente, insiste sugli aspetti negativi del governo giallorosso presieduto da Giuseppe Conte al quale non risparmia critiche e della cui caduta sì gloria ripetutamente. Potranno individuarsi altri momenti di frizione nell’ambito di una maggioranza di governo, necessitata dalla grave crisi economica, ma troppo variegata, con la conseguenza che Mario Draghi potrebbe trovarsi a governare una realtà molto complessa, con distinguo continui e sgambetti in sede parlamentare o finanche governativa. Con la conseguenza di dover governare un periodo di instabilità difficile. Infatti Giuseppe Conte, appena insediato al vertice del Movimento 5 Stelle ha già fatto sapere al Presidente del Consiglio che non condivide alcuni aspetti della riforma della Giustizia proposta dal Ministro Cartabia e l’ipotesi di ridimensionare la disciplina del “reddito di cittadinanza” nonostante sia evidente che è uno scandalo epocale. 

Che il semestre bianco diventi un periodo al “calor bianco”? È certamente possibile, considerata la natura di governo “di salvezza nazionale” dell’esecutivo Draghi e, come detto, delle scadenze del 2022 e del 2023.

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