venerdì, Aprile 12, 2024
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I moderati sempre più attirati da Forza Italia

di Salvatore Sfrecola

Non so se effettivamente, come scrive Domani, si sta verificando una “fuga in massa” dalla Lega di Matteo Salvini. Tuttavia, è verosimile che Forza Italia faccia “il pieno dei leghisti delusi”. Infatti, non solo dalla Lega provengono al partito diretto da Antonio Tajani i moderati sempre più delusi, da un lato, dalla incerta e vaga proposta politica di Matteo Renzi e di Carlo Calenda, dall’altro, dalle posizioni estremiste di Giuseppe Conte.

È una situazione che nessuno aveva ipotizzato, quella che, chiusa l’era Berlusconi, la quale avrebbe dovuto comportare, secondo la maggior parte degli analisti, la fine in tempi brevi di Forza Italia, il partito si sta consolidando come espressione dell’ala moderata del Centrodestra. Il merito è, senza dubbio, in primo luogo, di Antonio Tajani che si presenta agli occhi dell’elettorato come un sicuro difensore dei valori civili e spirituali della Nazione senza urlare, come va di moda in alcuni contesti politici. Il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli esteri ha saputo offrire l’immagine del politico determinato, con una notevole esperienza di parlamentare europeo e con capacità di trasmettere all’opinione pubblica certezze con un linguaggio sempre comprensibile, frutto anche della sua pregressa esperienza di giornalista. È così, secondo il linguaggio della stampa, che Forza Italia si presenta come la “casa” dei moderati, dei liberali insomma, che nel corso della vita dello Stato unitario hanno dato all’Italia istituzioni salde e politiche attente ai diritti ma consapevoli dei doveri, da Camillo di Cavour a Giovanni Giolitti a Luigi Einaudi, facendo tesoro delle idee di Vittorio Emanuele Orlando e di Benedetto Croce, il giurista cultore del ruolo del Parlamento e il filosofo che ha scritto pagine straordinarie sulla storia d’Italia. Qualcuno dirà che c’è in questa ripresa del pensiero e della prassi propria del liberalismo, dopo la “diaspora” di cui ha scritto Michele D’Elia, una sorta di vichiano ricorso, dopo la fine della Democrazia Cristiana, il successo del berlusconismo e la scivolata nel populismo più becero. 

Sia come sia, istintivamente, e non solo per salvare la poltrona, molti con cariche nei consigli regionali e comunali, eletti nella Lega, guardano a Forza Italia con fiducia. Ed è molto probabile che altri ancora verranno anche dalla sinistra meno arrabbiata.

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