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Isterismo di un presidente

Isterismo di un presidente
di Salvatore Sfrecola

Giuseppe Conte evidentemente non regge lo stress che gli deriva dalla sua difficile navigazione nel mare agitato della politica italiana nella quale a muovere le onde sono in tanti, il Movimento 5 Stelle, il Partito Democratico e Italia Viva. Lo aveva già dimostrato in occasione delle dichiarazioni rese in Senato dopo l’apertura della crisi voluta da Matteo Salvini, quando si è rivolto al suo Ministro dell’interno con una inusitata asperità, lontana dal linguaggio istituzionale e, probabilmente, anche da quello di un avvocato abituato alle aule felpate della Cassazione civile. Le accuse puntigliose, reiterate, l’aver rinfacciato comportamenti personali e istituzionali, che non sarebbero stati improntati a leale collaborazione, hanno investito un Ministro dell’interno che forse non si aspettava di essere così duramente contestato in diretta televisiva, se non altro per una questione di stile.

Insomma il premier è parso dominato da rancore che ha assunto i caratteri di un’isteria che ridimensiona agli occhi dei più la figura di un Presidente del Consiglio che si era presentato agli italiani come un estraneo alla politica che aveva accettato l’onere di Capo del Governo per senso di responsabilità, per amore della Patria si sarebbe detto un tempo nel quale i valori della Nazione dominavano i pensieri di quanti occupavano cariche istituzionali.

Nell’era della rivolta sociale guidata da un comico che si scaglia contro la “casta” con espressioni inusitate alla politica, il partito “del premier”, come va identificato chi dal Movimento 5 Stelle è stato indicato per quella delicata funzione, ci attenderemmo il massimo di polemiche, anche dure, ma sempre con rispetto per l’avversario. A volte anche ricorrendo all’ironia, un’arma formidabile in mano a soggetti di elevata statura politica. Che, evidentemente, non è quella di Giuseppe Conte. Per cui ha destato non poco sconcerto il suo comportamento quando, al termine dell’audizione al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, il COPASIR, essendo tenuto alla riservatezza delle dichiarazioni fatte in quella sede, ha tenuto una conferenza stampa nella quale, dopo aver riferito delle cose del tutto generiche sull’oggetto della sua deposizione, si è lungamente diffuso a parlare di Matteo Salvini e della vicenda di Savoini. Così dimostrando di avere, come si dice, il dente avvelenato nei confronti del leader della Lega quasi ossessionato come se si trattasse di una vicenda personale. E questo è un limite evidente.

25 ottobre 2019

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