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sabato, Settembre 19, 2020
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Frammenti di riflessioni

del Prof. Avv. Pietrangelo Jaricci

Giustizia amministrativa

La nuova formulazione dell’art. 80, comma 1, lett. c), d.lgs. n. 50 del 2016 ha reso l’omessa dichiarazione causa di esclusione autonoma rispetto alla valutazione della gravità dell’illecito professionale da parte della stazione appaltante; ne consegue che, in difetto di residua discrezionalità amministrativa, l’effetto esclusivo deve essere rilevato e dichiarato dal giudice amministrativo, senza rinvio all’amministrazione (T.a.r. Lazio, Sez. II quater, sentenza 28 luglio 2020, n. 8821).

Governati dall’incertezza

“Essere governati dall’incertezza, e non governarla, è la condizione in cui si trova l’Italia alla fine dell’estate sospesa, tra controlli, quarantene, discoteche straboccanti e poi chiuse e tanti interrogativi per il domani. Sulla riapertura delle scuole, il fronte più caldo, su cui lo Stato italiano si gioca il suo onore e il governo la faccia e forse qualcosa di più, la data del 14 settembre è ormai drammaticamente vicina e nell’attesa va registrato, nelle dichiarazioni del premier e dei ministri, un impercettibile scivolamento delle parole pronunciate: dalla certezza che le scuole riapriranno alla certezza che il governo sta facendo di tutto per garantirne la riapertura. Che non è esattamente la stessa cosa…

Oltre al 14 settembre, data prevista per la riapertura delle scuole, c’è la data del 20-21 settembre, elezioni regionali e referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari… C’è molto altro da dire su questa strana campagna elettorale. Il fronte del Sì, che in Parlamento ha raccolto la quasi unanimità dei consensi e che potrebbe contare su un facile argomento populista (meno parlamentari uguale meno sprechi e meno furbetti), resta invece stranamente in sonno. È una campagna del silenzio, se non della vergogna…

Non c’è nessun pericolo di deriva autoritaria nel taglio dei parlamentari… Ma c’è un rischio altrettanto letale: l’estenuazione, lo svuotamento. Il palazzo delle istituzioni può crollare non perché bombardato da un nemico esterno, ma perché corroso al suo interno, può venire giù per cedimento strutturale, per implosione….

E la eventuale vittoria del sì del 20 non sarà solo una ferita, ma uno sbrego, uno sberleffo che non possiamo permetterci, nell’età della grande incertezza” (Marco Damilano, “Prima che si apra la voragine”, L’Espresso, n. 35/2020, 10 ss.).

Il taglio dei parlamentari

“Siccome per motivi di brevità e di fretta, un’elezione referendaria di questa portata viene affiancata, niente di meno!, a elezioni regionali e comunali, questo sta a significare che non c’è motivo di pensare e di discutere, le cose sono già praticamente decise in partenza, si tratta semplicemente di ratificarle. Questo è uno dei motivi per cui i sostenitori del voto del No fanno tanta fatica a uscire dal loro guscio: ormai tutti sanno che la cosa è decisa, a che pro perdere altro tempo?…

Con il referendum sul taglio dei parlamentari si gioca una partita importante, forse decisiva, per le sorti della nostra democrazia rappresentativa (appunto). Forse i giorni residui andrebbero utilizzati meglio, ossia più decisamente, di quanto finora non sia accaduto, per sostenere le ragioni a favore del No” (Alberto Asor Rosa, “Un No per dire sì alla democrazia”, L’Espresso, n. 35/2020, 56 ss.).

I giovani d’oggi

Se fossi un giovane ”l’ultima cosa che farei è fidarmi di loro. L’ultima cosa che farei è fidarmi delle parole dei politici che fanno passerella in tv, dei Draghi e dei draghetti, dei proclami che fanno titolo sul giornale e che poi, dietro, nascondono il vuoto. Perché la realtà è questa: la classe politica che non perde occasione di riempirsi la bocca di giovani e poi lascia la scuola nella confusione totale. Innalzano slogan a effetto e poi costringono le menti migliori a fuggire all’estero. La verità è che i giovani sono sfruttati, mal pagati, osteggiati. Se partecipano a un concorso devono prima preoccuparsi di farsi amico un vecchio potente. Se hanno idee innovative devono nasconderle per non dar fastidio ai baroni. I quali baroni, poi, sono proprio quelli che vanno in giro a predicare largo ai giovani e l’Italia deve pensare ai suoi figli. Una frase che fa sempre chic quando c’è da strappare un applauso” (Mario Giordano, “Il grillo parlante”, Panorama, n. 35/2020, 98).

Il delitto di Avetrana

“Fino a dieci anni fa ignoravamo dell’esistenza di Avetrana, un paese di seimila anime in Salento, ignoravamo l’esistenza di questo lembo di terra uguale a migliaia di altri paesi attraversati da strade statali, luoghi di noia, di terre lavorate fino allo stremo, di miseria e di dimenticanza. Lo abbiamo scoperto e non lo abbiamo più scordato, quel nome eufonico sa di un caso risolto contro troppe verità processuali strane da mandare giù. Avetrana, terra di campagna e di mare, fatta di emigranti di ritorno e di bar dello sport, dove il turismo del macabro rende cupo anche il sole d’agosto…

Una giungla di verità, di negazioni, di carte processuali, di sangue e fango, che a dieci anni di distanza prendono una vita diversa dentro un libro “Sarah. La ragazza di Avetrana” (Fandango, 2020), scritto da Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni… 

Un delitto in cui il cortocircuito tra media e aule di giustizia è stato evidente, sotto la scorza di una provincia che agisce sempre allo stesso modo, si tratti di mafia o di mura domestiche. Una realtà immobile… Un libro analizza per la prima volta 20 mila pagine di documenti sull’omicidio avvenuto dieci anni fa. Rivelando un quadro complesso di omissioni, rancori, pressioni. E infinite zone d’ombra”.

Entra in scena il Tar

“Il Tar della Sicilia ha sospeso l’ordinanza del governatore siciliano Nello Musumeci. Al Tribunale amministrativo regionale si era rivolto il Viminale, per ottenere l’annullamento del provvedimento di Musumeci che imponeva entro le 24 di lunedì scorso, lo sgombero di hotspot e centri di accoglienza in tutto il territorio siciliano, per motivi sanitari. Il centro di prima accoglienza di Lampedusa, però, continua a essere sovraccarico di presenze, ospitando il quadruplo dei migranti consentiti. E ciò è stato uno dei motivi che aveva spinto il presidente della Regione Sicilia a prendere la drastica decisione. Alla base dell’impugnazione da parte del governo, la considerazione secondo cui la gestione del fenomeno migratorio sarebbe di esclusiva competenza dello Stato e non delle Regioni.

Le misure adottate con l’impugnato provvedimento sembrano esorbitare dall’ambito dei poteri attribuiti alle regioni, scrive il Tar nel decreto, laddove, sebbene disposte con la dichiarata finalità di tutela della salute in conseguenza del dilagare dell’epidemia da Covid-19 sul territorio regionale, involgono e impattano in modo decisivo sull’organizzazione e la gestione del fenomeno migratorio nel territorio italiano, che rientra pacificamente nell’ambito della competenza esclusiva dello Stato ai sensi dell’art. 117, co. 2, lett. b), della Costituzione” (Patrizio Canestri, “Il Tar sospende l’ordinanza siciliana”, La Verità, 28 agosto 2020).

Intanto, proseguono gli sbarchi a Lampedusa e la Sicilia continua a bruciare.

Torna “La Fornarina”

La Fornarina, uno dei capolavori di Raffaello, torna finalmente a Palazzo Barberini con il suo fascinoso sguardo.

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