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Frammenti di riflessioni

del Prof. Avv. Pietrangelo Jaricci

Giustizia amministrativa

Possono fondare i rapporti di interdittiva antimafia anche i soli rapporti di parentela, laddove assumano una intensità tale da far ritenere una conduzione familiare e una “regia collettiva” dell’impresa, nel quadro di usuali metodi mafiosi fondati sulla regia “clanica”.

La giurisprudenza consolidata della Sezione (7 febbraio 2018, n. 820) in materia di interdittiva antimafia basata sui soli rapporti di parentela è stata da ultimo avvalorata dalla sentenza della Corte costituzionale n. 57 del 26 marzo 2020 (Cons. Stato, Sez. III, sentenza 24 aprile 2020, n. 2651).

Esecutivo silente

“Non crediate siano solo dei costosi banchi di scuola. Scolaretti e giovinetti, nelle prossime settimane, siederanno dietro inconfessabili segreti di Stato. Che siano fissi o a rotelle, poco importa. Impossibile conoscere i nomi di chi ha vinto il bando per la fornitura più simbolica e forse inutile con cui il governo ha fronteggiato l’emergenza sanitaria. Un gravoso compito per cui ha già speso oltre 10 miliardi di euro: mascherine, farmaci, terapie intensive, arredi. Con una trasparenza che ricorda la bruma padana in una giornata d’inverno. Insomma complice l’epidemia, i giallorossi hanno silenziato tutto. Questo governo non agisce con il favore delle tenebre diceva Giuseppe Conte lo scorso 10 aprile. È successo esattamente il contrario. Sugli ultimi mesi aleggiano misteri, dubbi e silenzi. Dai verbali a lungo inaccessibili del Comitato tecnico scientifico al piano sanitario del ministero della Salute. Dal nome dei politici arraffoni che hanno chiesto il bonus di 600 euro alla proroga in sordina dei servizi segreti” (Antonio Rossitto, “Governo bocciato in trasparenza”, Panorama, n. 38/2020, 14 ss.).

Rosario Livatino

Magistrato indimenticabile, vive nel ricordo perenne di quanti hanno creduto e ancora oggi credono nella Giustizia.

Dal Taccuino del Direttore

Anche i magistrati, soprattutto quando hanno calcato la scena per molto tempo, non sono disponibili, una volta pensionati, a dedicarsi a tempo pieno a figli e nipoti e magari a scrivere le loro memorie ed a coltivare gli studi giuridici. E così sulla soglia degli 80 anni cercano di far fruttare la loro notorietà in un ambiente da sempre sensibile, quello dei partiti che hanno costantemente guardato alla magistratura, soprattutto ai procuratori, con particolare interesse. Rimane sempre, nella gente semplice, ma che ha la sensibilità giusta per queste cose, il dubbio se, quando rivestivano la toga, abbiano forzato l’applicazione della legge, alla quale i magistrati sono soggetti ai sensi dell’articolo 101 della Costituzione, agli interessi del partito nel quale poi sarebbero andati a fare politica. Se così fosse sarebbe gravissimo e vorrebbe dire che quei magistrati hanno tradito il loro ruolo” (Salvatore Sfrecola, “Il Taccuino del Direttore”, in questa Riv., 9 settembre 2020).

L’ormai consueto plauso al nostro Direttore.

Ricordando Moravia

“Giocando d’anticipo, il trentennale della morte, il prossimo 26 settembre, può essere l’occasione giusta per ricominciare finalmente il racconto da una prospettiva nuova… I traumi, i tabù, i desideri, gli inganni familiari. A trent’anni dalla morte, tutti i temi dello scrittore restano attualissimi, ma dimenticati. E se cominciassimo a rileggerlo?… Celebrato, vezzeggiato e forse neutralizzato come il grande vecchio della letteratura, con i maglioni sgargianti, le cravatte, la vita mondana, Moravia si divertiva ancora – con quella prosa antisentimentale, perfino inestetica, ma di romanziere puro come pochi altri in Italia – a raccontare storie girando intorno all’indicibile e all’inconfessabile. E a far scivolare giù le maschere della nostra eterna mascherata, a chiamare per nome le nostre fantasie, i traumi, i tabù, le ossessioni, gli inganni familiari, le nostre vite parallele, le voglie, le debolezze. Tutti i nostri desideri. La nostra fatica di crescere” (Paolo Di Paolo, “Moravia questo sconosciuto”, L’Espresso, n. 37/2020, 74 ss.).

Il c.d. reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza ha l’esclusiva finalità di allontanare le giovani generazioni da ogni proficuo impegno lavorativo, ricacciandole nel marasma dei nullafacenti.

Roma e non più “Rometta”

La Roma calcio, dopo un immeritato periodo di oscurantismo, tenta la faticosa risalita anche con l’allontanamento di personaggi di perniciosa inconsistenza.

La Grande Muraglia

“Le autorità cinesi hanno fatto sapere che non se ne parla nemmeno: la Muraglia rimane al suo posto, anche se è ormai comprovato che non è stata costruita rispettando le quote rosa, che nella Cina di duemila anni fa erano conosciute solo come un piatto della cucina tradizionale. Anche se la sua struttura ha una sola corsia non è adeguata alle esigenze della Cina moderna. Pechino fa sapere che non è vero, come sostiene il sito www.noncelovoglionodire, che la Muraglia sia in concessione ai Benetton e a Società Autostrade. L’opera è di molto antecedente, e lo dimostra l’ottimo stato di conservazione” (Michele Serra, “L’Egitto ha deciso: demolire le piramidi”, L’Espresso, n. 38/2020, 57).

Monopattini alt

“Saranno pure considerati il futuro i monopattini, perché economici. Ma a Roma sono pericolosissimi. E anche se la nuova legge permette di circolare su tutte le strade, a far paura è la guida selvaggia. E sì perché la strafottenza di chi sfreccia sulle corsie preferenziali, in tangenziale e perfino in autostrada non ha più limiti” (Elena Panarella, “Monopattini, ultima follia in autostrada nella notte”, Il Messaggero, Cronaca di Roma, 21 settembre 2020).

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