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mercoledì, Ottobre 21, 2020
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Un Sindaco per Roma

di Salvatore Sfrecola

Proposte autentiche o ballon d’essai le candidature immaginate in questi giorni dalla stampa per Roma? Perché, se Chiara Colosimo è una ipotesi credibile per la Regione Lazio per la sua esperienza e per l’impegno che porta da anni in Consiglio regionale, quella di Giulia Buongiorno denota mancanza di percezione del ruolo di Sindaco e degli umori dell’elettorato. Ieri si parlava di Sgarbi. Ed anche in questo caso la candidatura appare un sasso gettato nello stagno per misurare l’effetto delle onde che ne sono generate, in una realtà difficile qual è quella di Roma, una città abbandonata a sé stessa, male amministrata alla quale è stata negata la dignità di capitale d’Italia e il ruolo politico e culturale di faro della civiltà occidentale, porta d’Europa sul Mar Mediterraneo, luogo di collegamento tra il Continente ed il Medio e l’Estremo Oriente.

Con queste prospettive naturali, che le derivano dalla storia, Roma esige una guida politica sapiente, capace di riordinare l’amministrazione e trasformare il degrado in opportunità, le più variegate e suggestive.

Giulia Buongiorno non è, a mio giudizio, la candidata adatta. Non discuto la sua capacità professionale, ma a Roma occorre un politico a tutto tondo che abbia una visione adeguata delle possibilità offerte dalla città, dal suo ruolo politico, dalla sua storia, dalla sua arte. Roma è la città della politica, dei ministeri, della più grande università d’Europa. A Roma sono le magistrature superiori, gli ordini professionali, i grandi enti pubblici. Chi, tratto da queste ambienti, è stato chiamato dalla politica al Governo, in Parlamento. Nessuno. I partiti sono lontani dalla città, dalla sua vita più autentica. In questo contesto l’avvocato Giulia Buongiorno non potrebbe esprimere quella fantasia quella progettualità della quale la città ha bisogno. La sua esperienza politica è limitata al ruolo tecnico, alla sua vocazione formalista che ha dimostrato da Ministro per l’innovazione e la semplificazione occupandosi essenzialmente di individuare in che modo frenare i “furbetti del cartellino”. Cose sacrosante, ma il ruolo del Ministro che si occupa di Pubblica Amministrazione deve essere soprattutto quello di semplificare, rendere efficiente l’apparato, lo strumento in mano al Governo per perseguire le politiche pubbliche. E contemporaneamente motivare i pubblici dipendenti, perché essi siano orgogliosi del loro ruolo di servitori dello Stato e pertanto della comunità nazionale. Non lo ha capito o non glielo hanno fatto capire, con la conseguenza che la sua esperienza è stata modesta, limitata alla ricerca del modo di controllare l’ingresso dei dipendenti con la verifica dell’iride o con altre forme analoghe offerte dalla tecnologia. Si sarebbe dovuta occupare di come lavorano i dipendenti dello Stato, delle leggi che disciplinano i procedimenti per accertare se sono adeguati alle esigenze del fare nei vari settori. O cambiarle.

Potrà essere impiegata senza dubbio diversamente dalla politica l’avvocato Buongiorno ma se i partiti del Centrodestra, tra i quali è schierata, intendono veramente conquistare Roma devono scegliere altro candidato, un politico coinvolgente, professionalmente dotato, capace di circondarsi di uomini che sappiano come si governa l’amministrazione della Città, che sappia inorgoglire i romani e entusiasmarli.

Chiudo con alcune considerazioni che vado facendo da tempo, anche sulla base di esperienze straniere . Essere Sindaco della capitale ha un valore politico straordinario. Chi governa città come Roma può conquistare l’Italia. Ovunque, infatti, l’esperienza dei sindaci dà dimostrazione della capacità di un politico che diventa necessariamente un leader nazionale. Non a caso in Francia i ministri sono spesso sindaci di grandi città e lo stesso Chirac è stato per anni, per oltre 15 anni se non ricordo male, il Sindaco di Parigi.

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