HomeNEWSOpposizione inadeguata, a tratti rumorosa, spesso inconcludente

Opposizione inadeguata, a tratti rumorosa, spesso inconcludente

di Salvatore Sfrecola

Intervenendo ieri a Tagadà, la trasmissione de La7 condotta da Tiziana Panella, il giornalista del Corriere della Sera Goffredo Buccini, ospite frequente di quel salotto, ha affermato senza mezzi termini che “con una opposizione più seria questo governo cadrebbe domani”. Dove, “più seria” significa evidentemente credibile e capace di svolgere il suo ruolo di controllore del Governo per prepararsi a succedergli.

Lo ha detto commentando l’intervento in Senato di Matteo Renzi in occasione delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sulla riforma del MES, essendo evidente che il leader di Italia Viva esponeva anche orientamenti di esponenti del Partito democratico, quindi di ambienti della maggioranza e di non pochi “grillini”.

Non credo che Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni saranno stati contenti dell’intervento di Buccini che, tuttavia, corrisponde a una diffusa sensazione perché l’opposizione appare, in questa fase, appannata, impegnata piuttosto a ripetere slogan che a sviluppare proposte. Certo i tre esponenti di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia sarebbero prontissimi a smentire questa mia affermazione sostenendo che no, loro propongono cose concrete, alternative alle scelte del Governo, sia nella gestione della lotta all’epidemia, sia nella predisposizione delle proposte di utilizzazione dei fondi europei e su tante altre cose.

In realtà, lo scenario è quanto di più evanescente si possa immaginare, da parte del governo e da parte dell’opposizione. Perché logica vorrebbe che l’Esecutivo, che dispone delle strutture ministeriali capaci di individuare le esigenze di investimento, analizzarle e confezionare una proposta concreta di utilizzazione delle risorse, si esibisce, per bocca del Presidente del Consiglio, in discorsi fumosi ricchi di promesse che evidentemente sono scritte sulla sabbia.

In assenza di concretezza da parte del Governo le difficoltà dell’opposizione a formulare proposte alternative sono evidenti. Nel senso che la nostra opposizione è da sempre abituata a ragionare di rimessa, mentre dovrebbe autonomamente formulare proposte e, nell’attuale emergenza, indicare un programma di investimenti nei settori dei quali il Paese ha estremo bisogno e che tutti conoscono e condividono, a cominciare da interventi a tutela dell’assetto idrogeologico del territorio le cui carenze sono state dimostrate ancora una volta dalle recenti piogge torrenziali che hanno devastato molte aree abitate e gestite in attività agricole e industriali. Mancano ferrovie adeguate in meridione e nelle isole (e qui, occorrendo un ingente quantità di acciaio, si darebbe un grande aiuto all’ILVA), mancano adeguate strutture portuali e snodi che colleghino i nostri più importanti scali alla rete autostradale e ferroviaria. Occorrono miliardi per imponenti lavori che darebbero fiato alle imprese con un significativo incremento dell’occupazione. E non solo, anche per gli acquedotti che, sappiamo da tempo, perdono più del 50% della loro portata. E c’è la consapevolezza che ponti e viadotti richiedono una pronta manutenzione ad evitare nuovi crolli e nuove vittime, come a Genova.

È possibile che, di fronte alla estrema genericità e indeterminatezza delle proposte del Governo, un’opposizione che si propone di andare al Governo non sia in condizione di presentare delle proposte dettagliate?

Il fatto è che non abbiamo ancora compreso che l’opposizione, secondo l’esperienza degli ordinamenti più avanzati, è un governo in fieri, un governo “ombra”, come si dice, strutturato ed efficiente con indicazione delle competenze per materia, normalmente corrispondenti ai ministeri, affidate a personalità di spicco.

Solo il Partito Comunista in Italia ha avuto una struttura di “Governo Ombra” che gli ha consentito di essere costantemente presente nei dibattiti parlamentari e pubblici coinvolgendo ambienti diversi attraverso associazioni di categoria, dai genitori, ai giornalisti, ai giuristi, tutti definiti immancabilmente “democratici”.

Sta di fatto che dall’opposizione non provengono proposte concrete e credibili, come rimarca la frase di Buccini, nonostante il governo, impegnato in una certamente difficile situazione sanitaria, adotti misure molte volte non condivisibili in gran parte di dubbia costituzionalità. Spesso poco chiare o poco logiche, come ricordato anche il Capo dello Stato in una lettera ai Presidenti delle Camere ed al Presidente del Consiglio, in occasione dell’approvazione della legge di conversione del decreto legge il n. 76 del 16 luglio, sulla semplificazione. Per quello e per i precedenti in Parlamento e sulla stampa autorevoli personalità della cultura giuridica di vari orientamenti scientifici e ideologici hanno criticano duramente il governo per le decisioni assunte.

E l’opposizione? Non è riuscita neppure a contrastare l’Esecutivo sulla norma assurda che esclude la responsabilità per “colpa grave” in caso di danno erariale, cioè di spese inutili o eccessive. E che questa norma, che sembra introdotta per esorcizzare il “pericolo della firma”, si applichi anche a chi causa danni per questioni non attinenti agli investimenti ed alla semplificazione< delle procedure, a chi provoca un incidente stradale o acquisisce una fornitura di mascherine ad prezzo superiore al giusto.

In qualsiasi altro paese un governo che protegge chi causa un danno allo stato per incapacità o disonestà sarebbe stato massacrato dall’opposizione. Qui da noi silenzio assoluto.

Dobbiamo convenire che non abbiamo una cultura dell’opposizione secondo le regole costituzionali delle democrazie liberali, all’inglese, per intenderci. Come è noto, infatti, l’opposizione è attività diretta a controllare l’operato del governo, condizionandone e influenzandone l’indirizzo, sulla base di un diverso orientamento programmatico ed in vista di una futura sostituzione della compagine governativa, svolta da gruppi parlamentari minoritari esterni alla maggioranza governativa. L’opposizione parlamentare dà la misura del livello raggiunto dalla democrazia tipico degli ordinamenti che hanno raggiunto un alto grado di consenso suoi valori costituzionali. In questi ordinamenti l’opposizione parlamentare costituisce un elemento indefettibile del sistema, come dimostrano le forme di governo di matrice liberale.

L’opposizione è parte integrante e necessaria della forma di governo in quanto controparte del governo statale, come dimostra la costituzione consuetudinaria inglese dove riceve una precisa qualificazione come partito di minoranza con maggior seguito parlamentare.

Naturalmente vi è una netta separazione di ruoli tra gabinetto e opposizione ufficiale che presenta un indirizzo alternativo a quello del gabinetto. In questi ordinamenti bipolari l’opposizione, oltre a svolgere quella che propriamente si può considerare la funzione oppositoria si presenta come maggioranza alternativa.

Con determinazione, espressione di un programma largamente condiviso in Parlamento e nel Paese. Non si conquista consenso urlando slogan. Considerato anche che una cosa sono i sondaggi, altra i voti, come dimostra anche la vasta astensione dal voto espressione di un’area di persone che non sono convinte. Prevalentemente a destra.

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