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Il Garante dell’infanzia in attesa dell’autorizzazione del C.S.M.

di Salvatore Sfrecola

Oggi La Verità, a pagina 14, pubblica un mio articolo dal titolo “Autorità per i minori senza guida per colpa delle lungaggini del CSM”.

Mi auguro che in qualche modo il Consiglio Superiore della Magistratura, l’Organo di autogoverno dei giudici ordinari, acceleri la “pratica” di concessione del “fuori ruolo” alla dottoressa Carla Garlatti nominata Garante dell’infanzia e dell’adolescenza dopo un’istruttoria, lunga molti mesi, condotta dai Presidenti della Camera e del Senato ai fini della individuazione della persona adatta al delicato ruolo. Fra quanti avevano manifestato il loro interesse alla nomina, magistrati, medici, alti dirigenti dello Stato, esponenti di associazioni di volontariato, un avvocato dello Stato, l’indagine di Maria Elisabetta Alberti Casellati e di Roberto Fico ha via via ristretto la lista dei possibili garanti cercando di individuare la persona adatta per esperienza maturata nei settori di interesse, dove l’attenzione all’infanzia e all’adolescenza appare necessaria in ragione delle difficoltà delle famiglie e dei giovani, vuoi per motivi economici, vuoi per ragioni culturali, come specialmente nel caso dei minori appartenenti a culture diverse.

Il tempo ci dirà se la scelta della dottoressa Garlatti è stata saggia. Certamente ha esperienza quale giudice del Tribunale dei minorenni ma, come avremmo detto degli altri possibili candidati, tutti vanno giudicati sul campo, per quello che fanno. L’esperienza è un indice importante ma l’impegno quotidiano di un’Autorità Garante è altra cosa, comporta relazioni con amministrazioni, enti e persone che si sviluppano in base alla personale capacità di intrattenere rapporti e di ottenere collaborazione.

Il mio compito oggi è di augurare il massimo successo alla nuova Garante nella fiducia che il CSM le conceda presto il “fuori ruolo” e le consenta di operare.

Di seguito l’articolo de La Verità:

Dal 19 novembre 2020, quando la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato la determinazione del precedente 13 novembre con la quale il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ed il Presidente della Camera, Roberto Fico, hanno nominato la nuova titolare dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, a via di Villa Ruffo 6, dove ha sede l’Autorità, Carla Garlatti non ha ancora preso servizio. Non per sua volontà, ovviamente, ma perché attende l’autorizzazione al “fuori ruolo” da parte del Consiglio Superiore della Magistratura (C.S.M.). La dottoressa Garlatti, infatti, è un magistrato ordinario (dal 1986) e per lasciare le funzioni giudicanti per espletare quelle di Garante ha bisogno del via libera del C.S.M.. Non ci sono problemi, ha i titoli e l’esperienza per rivestire l’incarico (in atto è Presidente del Tribunale per i minorenni di Trieste) ma la burocrazia di Palazzo dei Marescialli ha i suoi tempi che non tengono conto dell’urgenza di assicurare il funzionamento dell’Autorità che non ha titolare dall’aprile 2020, da quando, cioè, ha terminato l’incarico Filomena Albano anche lei magistrato.

C’è fretta, e tanta, considerata la particolare contingenza della pandemia da Covid-19 che ha aggravato in molti contesti le condizioni dei minori e delle loro famiglie. Prevista dalla legge 12 luglio 2011, n. 112, che ha dato esecuzione alla Convenzione sul diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, l’Autorità opera con poteri autonomi di organizzazione, indipendenza amministrativa e senza vincoli di subordinazione gerarchica. È un ruolo delicato, quello del Garante, che riconosce, l’importanza della famiglia nella vita di ogni bambino e adolescente, quale “unità fondamentale della società e di un ambiente naturale per la crescita e il benessere di tutti i suoi membri e in particolare dei fanciulli”. Numerosi diritti ruotano, perciò, attorno a questa istituzione: diritto di conoscere i propri genitori e di essere allevato dagli stessi (art. 7), diritto di non essere separato da loro (art. 9) e di mantenere rapporti regolari e frequenti con ciascuno di essi (artt. 10 e 11), diritto di trovare sempre e comunque protezione in un ambiente familiare anche qualora, nel proprio superiore interesse, quello di origine non sia idoneo (artt. 20 e 21). Altrettanti doveri incombono, di conseguenza, sui genitori: di dare l’orientamento e i consigli adeguati ai propri figli all’esercizio dei diritti che sono riconosciuti loro dalla Convenzione (art. 5), dovere dello Stato di fare del proprio meglio per garantire il riconoscimento del principio secondo cui entrambi i genitori hanno una responsabilità comune per quanto riguarda l’educazione del bambino o adolescente e il provvedere al suo sviluppo (art. 18), dovere dei genitori di assicurare le condizioni di vita necessarie allo sviluppo del fanciullo e dello Stato di adottare adeguati provvedimenti per aiutare coloro che esercitano la responsabilità genitoriale ad attuare questo diritto (art. 27).

Sono espressioni della nostra civiltà giuridica e della nostra Costituzione che riconosce la Famiglia come “società naturale” (art. 29) che, pertanto, preesiste allo Stato.

Conosciamo i gravi problemi che in molti contesti rendono difficile essere figli e genitori. Difficoltà amplificate in una società nella quale le famiglie stanno subendo gli effetti di una crisi economica dalle conseguenze spesso devastanti sui minori, cui sono state negate per mesi la scuola e le attività ricreative e sportive. Lo sappiamo dalle cronache. Che leggono anche al C.S.M. e che dovrebbero smuovere chi deve istruire il procedimento per concedere il fuori ruolo alla dott.ssa Garlatti.

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