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Sull’utilità e il danno della storia per la vita.

di Cristiano Turriziani

Anno domini 1874.

Si era già aperto con la messa da Requiem di Verdi in memoria di Alessandro Manzoni.

Un’ Epoca che andava e una che veniva; dopo qualche mese esce la seconda delle quattro “considerazioni” inattuali da parte del “matto di Röcken” il filosofo Friederich W. Nietzsche; porta un testo lapidario che segnerà un’ altra epoca: “Sull’ utilità e il danno della storia per la vita”.

Il suo incipit sa di vangelo Giovanneo: “Osserva il gregge che ti pascola innanzi: esso non sa cosa sia ieri, cosa oggi, salta intorno, mangia, riposa, digerisce, torna a saltare e cosi dall’ alba al tramonto e di giorno in giorno, legato brevemente con il suo piacere e dolore, attaccato cioè al piolo dell’istante, e perciò né triste né tediato. Il vedere ciò fa male all’ uomo poiché al confronto dell’animale, egli si vanta della sua umanità e tuttavia guarda con invidia alla felicità di quello –giacche questo soltanto egli vuole però invano, perché non lo vuole come l’animale”.

Dopo di ciò, anche se potremmo fermarci qui, tutti sappiamo cosa è avvenuto. Esclusa la breve parentesi della belle Epoque una serie di disequilibri determinata da più di qualche sovrano e da più di qualche “voglia di allungare il confine” ha fatto si che un “attore anarchico” Gavrilo Princip con l’assassinio del Arciduca Francesco Ferdinando, si portasse via nel letto di legno con se una intera generazione.

Oggi, l’uomo bestia (perché ancora non evolutosi in Anima-le) perpetua questa “messa da Requiem” e nelle pagine degli assoldati bardi (“i giornalai”) pagati dai macellai talmente ipocriti da sventolare il garofano rosso e la bandiera della pace, salgono sul pulpito e fanno sembrare la stessa guerra una operazione di pace.

Povero Nietzsche, profeta maledetto! Non solo la stessa epoca con le mani sporche di sangue lo ha archiviato a Torino in manicomio ma ha continuato a tradirlo nei fatti e nelle parole; la generazione successiva al periodo bellico di ancor bibliografica memoria -e cioè la seconda guerra mondiale –ha fatto si che quei giovani “immaginifichi del Potere” attaccassero i loro genitori che avevano lasciato che addirittura lo stesso pensatore si facesse portavoce della Weltanschauung di Adolf Hitler; loro lo avrebbero voluto “anarchico, sinistroide magari fluid gender  e pacifista” in modo che – magari con gli stessi – potesse portare le armi a Zelensky e inneggiare contro il dittatore Putin.

Anno 1874 – Anno 2022. La pecora mangia e bela ma è salita in cattedra e ci dice da tempo ciò che è giusto e sbagliato;. Ci dice che abbiamo ottenuto quella libertà che era prerogativa delle “ stelle danzanti” perché ora siamo tutti schedati numerati e controllati; ci dice che per par condicio il cognome del padre deve essere accompagnato da quello della madre senza però che i generi vengano specificati perché è male parlare di madre e padre ma si deve annettere al nome, rigorosamente binario, genitore uno e genitore due; ci dice che per girare nelle non più nostre città dobbiamo avere il lasciapassare verde perché c’è un virus che morde più della storia e non fa prigionieri e ci descrive il tutto con la puntualità cinematografica di un Kubrik o meglio ancora di una Leni Riefenstahl.

Insomma ci dice che “ quella profezia “ filosofica non solo è attuale ma è ri-attuata.

E ce lo dice ogni volta che non solo la ragione dorme, ma marcisce nei meandri degli interessi prima che del pensiero. La rappresentazione palese di come nascere pecora sia una doppia fortuna; perché noi che siamo branco non abbiamo nemmeno la dignità di morire come la pecora al macello una sola volta e di vivere –appunto – quella spensieratezza prima dell’esecuzione del Requiem che il filosofo delinea tra le righe della Inattuale.

Alla data di oggi Giovedì 27 Aprile dell’ anno Domini 2022 –  se non riportassi la data e scrivessi queste quattro righe di considerazione alle porte del 1915 o del 1944 –  la cosa non farebbe differenza se non altro perché almeno prima c’era un diverso modo di “vendere e spendere” gli ideali: c’era una nazione a cui obbedire e una Patria da difendere. Oggi invece c’è la grande illusione degli Stati (non uniti) europei che, pedoni del gioco degli scacchi d’America, decidono di giocare ai trasferelli.

Si, avete presente quelle figure di carta velina che da bimbi annerivamo con la matita per poi vedere sul foglio la figura di topolino o paperino? Funziona proprio così; prendete l’immagini di un partigiano o mettete la figura di un Pertini ad abuso della contemporaneità (un po’ come “tutti” i Giordano Bruno); metteteci un soldato Ucraino sotto et voilà vi sarete ricostruiti la storia come la volete consapevoli però – cosi come è stato per i 5 stelle in Italia –che sempre di un capo comico sarete la pedina.

Gavrilo, Grillo e Zelensky e il folle Putin; quello dei sovranisti che magari sono pure fascisti o Borboni o Sabaudi perché è facile attaccare chi non c’è più e che forse anzi sicuramente un po’ di differenza storiche le ha compiute a differenza di chi non ha nemmeno un piano tattico o una progettualità tranne probabilmente il “tiranno russo” con cui il “regime democratico” se la prende tanto ma… pazienza: di buoni non ce ne sono e l’uomo storico condanna il prima perché lo ripete SEMPRE nel dopo.

Non c’è molta differenza tra un anno e cento; è sempre solo il battito delle ali di una farfalla che scappa via; in primis dalla razionalità dei pochi perché è pronta a volare sulle teste della imbecillità dei più.

Peccato che, sebbene tutto si ripeta niente è reversibile e quindi ognuno di noi, anche quelli contro, sono costretti, grazie all’ intelligenza dei molti di rivivere ciò che si è capito e che non si vorrebbe.

Ma questa è la vicissitudine dei vinti; è il mito di Tantalo che sebbene cambino i parametri e le “etiche linguistiche” tutto torna.

Osserviamo quindi il gregge che ci pascola innanzi; come ci fa invidia quel gregge che grazie ad un proiettile si è portata una intera generazione e che ora tra Covid e Gasdotti farà morire come già è accaduto all’esercito Napoleonico prima e alla Wermacht poi i cittadini europei di fame e stenti con l’unica differenza che avremmo la possibilità di pubblicare ogni istante della nostra agonia su Facebook o Instagram a patto che però ci funzioni sempre lo Spid ….

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