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Per l’Associazione dei liberali i modesti risultati elettorali a destra erano prevedibili

di Michele D’Elia, Presidente dell’Associazione dei Liberali

Che al Centrodestra sarebbe arrivata una botta, era nell’aria: i segnali non mancano da quasi due anni, ma i Capi dei tre partiti non hanno voluto o saputo vederli; non riescono a vederli per queste ragioni:

1) assoluta mancanza di scienza politica. Questa si innerva di studio, riflessione ed anche di quella umiltà, che impone le attività anche meno gloriose, come distribuire volantini…

I politici che conosciamo, uomini e donne, nascono tutti generali, e, se possibile, qualcosa di più.

2) assenza del filtro dei partiti. Per lunghi anni anche solo essere messi in lista era titolo di merito, tanto era difficile farsi selezionare dalle Direzioni Provinciali dei partiti. Chi veniva eletto consigliere anche nel più piccolo borgo, non cambiava partito, perché viveva di una sua storia.

Coloro che ci affliggono oggi non hanno storia: vivono nel presente e nell’immediato futuro, che significa trovarsi una strada per essere ancora eletto deputato, senatore etc…

Noi non siamo di fronte a partiti ma a congreghe di personaggi spuntati come funghi!

Prova provata ne è l’esplosione di partiti (?) che arrivano al 36% e in pochi anni si sgonfiano; ed ancor di più la vergognosa migrazione da una formazione all’altra.

In tempi non lontani chi abbandonava il partito in cui era stato eletto difficilmente era accolto altrove. Certo, era la Società a rifiutare tali comportamenti.

Non voglio scomodare l’Etica a Nicomaco: il dovere per il dovere; ma almeno gli eletti provino a fare quel minimo, per il quale, appunto, sono stati eletti.

3) Infine, per ora, i rancori che animano i Capi dei tre partiti: F.I. muore di morte assistita e fa finta di niente; la Lega forse, non si libererà mai dal complesso del condominio; Fratelli d’I. cerca una giustificazione, che noi monarchici e liberali abbiamo da tempo condannato, pagando un prezzo in vite umane, durante la Resistenza. Anzi, il Regio Esercito condusse e sostenne una protoresistenza, volutamente ignorata ancora oggi.

4) Tutti si dicono liberali, ma, come scrisse Einaudi:-L’adesione unanime al principio significa nessuna adesione.

Insomma: tutti si dicono liberali, ma non sanno nemmeno cosa sia il liberalismo.

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