mercoledì, Febbraio 28, 2024
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Rischio Caivano

di Salvatore Sfrecola

Questa mattina il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sarà a Caivano, per dimostrare che lo Stato, fin qui assente, intende riappropriarsi di un territorio per troppo tempo abbandonato ad un degrado economico e sociale del quale le violenze ai danni di due bambine, che ha fatto orrore all’Italia intera, non sono che l’ultima, drammatica prova. La presenza fisica del Capo del Governo ha un significato che non può essere minimizzato. Ed impegna Giorgia Meloni a dare dimostrazione che il suo governo intende attuare un cambio di passo andando al di là di un gesto significativo, sia pure importante, per attuare quella “bonifica”, come lei ha detto, che vuol dire di un intervento a tutto tondo. Cioé, non limitato ad una, sia pure necessaria, maggiore presenza delle Forze dell’Ordine, richiesta a gran voce dalle tante persone perbene che vivono il quotidiano disagio di un territorio in mano alla criminalità. 

Accanto al rafforzamento del presidio di Polizia e Carabinieri lo Stato dovrà dimostrare la propria attenzione favorendo una più efficace presenza della scuola e delle attività sportive e ricreative oggi compresse nonostante l’impegno generoso dei docenti, delle associazioni di volontariato e della Chiesa, così sottraendo i giovani al fascino malefico della criminalità. Occorrono infrastrutture moderne, impianti sportivi, biblioteche, luoghi di svago e di studio, occasioni concrete di lavoro. È necessario, dunque, un impegno congiunto di Stato, Regione e Comune per restituire dignità al corpo sociale di Caivano da troppo tempo mortificato dalla mancanza di lavoro, l’humus ideale per dare spazio alla criminalità.

Non sarà facile e ci vorrà del tempo. Ma da oggi è necessario che l’impegno della autorità e delle associazioni della società civile sia visibile e costante, con effetti immediatamente percepibili, costi quel che costi. Perché lo Stato e per esso Giorgia Meloni a Caivano si gioca la sua credibilità. La malavita è pronta a riprendere quel controllo dell’ambiente che oggi le è sfuggito e tenta di mantenere cercando di imporre l’omertà alle famiglie vittime degli abusi. Conta che la politica di oggi non sia diversa da quella che in passato si è caratterizzata per presenze occasionali a solo beneficio di giornali e televisioni, passerelle di personalità che nel giro di qualche giorno hanno dimostrato incapacità di programmare e gestire il cambiamento promesso.

Giorgia Meloni non se lo può permettere. Ci mette la faccia, come si dice, e non può correre il rischio di fallire. Deve dimostrare lì, ed a tutte le Caivano d’Italia, che i politici non sono “tutti uguali”, come si sente dire sempre più spesso, anche a giustificazione della diserzione delle urne. Un impegno non facile, una sfida per la giovane leader che naturalmente dovrà affidare il coordinamento delle complesse attività pubbliche ad un Commissario governativo coraggioso e capace, che non si faccia irretire dalle procedure amministrative né condizionare da intimidazioni che non tarderanno. Scelga bene il Presidente del Consiglio a chi affidare questo non facile compito. Serve un redivivo “Prefetto di ferro”, anche se non necessariamente appartenente ai ruoli del Ministero dell’interno. A Caivano “si parrà la sua nobilitate” avrebbe detto il Sommo Poeta. 

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