lunedì, Giugno 24, 2024
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Nel nome di Giovanni Spadolini un’Accademia per il talento. La presiede Luigi Tivelli

di Salvatore Sfrecola

I lettori di “Un Sogno Italiano” conoscono da tempo l’Academy Spadolini, istituzione culturale animata da un vivace studioso di questioni di politica e diritto, il Prof. Luigi Tivelli, una vita di esperienze professionali maturate all’interno della Camera dei deputati, quale Consigliere parlamentare, e importanti collaborazioni universitarie e ministeriali nella direzione degli uffici di Gabinetto di vari ministri, scrittore e politologo. Con lui portano avanti l’Accademy personalità di spicco della vita politica e culturale di questo Paese con esperienze universitarie e professionali, anche pubbliche, come l’ex Ragioniere Generale dello Stato Andrea Monorchio, Professore per “chiara fama” di Contabilità pubblica, e coautore di più volumi con Tivelli.

Ebbene, oggi Luigi Tivelli si rivolge a quanti seguono l’attività dell’Academy per segnalare un passaggio importante ad una nuova dimensione di studio ed operativa. “Provando e riprovando”, scrive, con rinvio alla nota espressione di Dante, fatta propria da Galileo Galilei e dalla più antica Accademia italiana, l’Accademia del Cimento, fondata nel 1657 – “siamo infatti giunti alla delineazione dell’Academy oltre che come “Academy della Repubblica per il superamento della divisività e del populismo” anche come “Accademia del talento”. Non solo perché annovera talenti maturi, di mezza età e giovani, ma soprattutto perché sostiene e promuove lo sviluppo del talento come obiettivo di fondo per la società, specie tramite la valorizzazione del merito e della concorrenza”.

L’Accademy ha tutti i titoli per farlo, in primo luogo per la personalità alla quale si ispira, Giovanni Spadolini, di un grande ed indubbio talento, in tutti i campi in cui si cimentò, dal giornalismo agli studi storici, alla politica, all’azione di Governo. L’attenzione su Spadolini, scrive Tivelli, “è ancora più favorita dal fatto che è in corso il 30° dalla scomparsa e che il 2025 segnerà il centenario dalla nascita”. Così, oltre che onorare questa grande personalità della storia d’Italia (sarebbe una deminutio riferirsi esclusivamente a quel tratto della vita della Nazione che ha assunto dal 1946 la veste di Repubblica) l’Accademia che a Lui si rifà intende valorizzare “il talento e il merito (come purtroppo non avviene in molti filoni della vita pubblica italiana)” con l’impegno di contribuire “sempre più a intercettare pure nuove fasce giovanili, come già sta avvenendo, compresa l’attenzione significativa da parte di organi di stampa. Sono tanti i segnali in atto di attenzione all’Academy in questo suo punto di svolta”.

Tanti e autorevoli sono i membri attivi nell’Academy, talenti maturi, il Presidente Lamberto Dini, il Presidente Giuseppe De Rita, il Generale Leonardo Tricarico, la Professoressa Maria Rita Parsi, gli Ambasciatori Giampiero Massolo e Giovanni Brauzzi ed altri, oltre al già ricordato Professor Andrea Monorchio.

Ad accentuare l’attenzione sul tema dei talenti ha concorso senza dubbio la presentazione del libro “I segreti del Potere. Le voci del Silenzio” (Rai Libri) in vare città d’Italia, sempre avendo unito all’Autore, Luigi Tivelli, l’Academy Spadolini, considerato che 12 capitoli, sui 14 di cui si compone, si riferiscono ad autorevoli membri dei comitati dell’Academy. È dei giorni scorsi la decima presentazione, mentre numerose altre sono previste fino al 6 giugno, quando il libro sarà oggetto di riflessione a Milano, alla sala Buzzati del Corriere della Sera. 

Altro fattore di interesse per l’Academy è da individuare nell’impegno a discutere in forma seminariale sui pro e i contro dell’elezione diretta del premier, con la partecipazione di alcuni tra i costituzionalisti più autorevoli e alla presenza di esponenti politico-istituzionali della destra che richiede la riforma costituzionale, una iniziativa alla quale la stampa ha riservato speciale attenzione, anche per il valore di quanti hanno dibattuto sulle tesi del libro, da Massimo D’Alema a Giuseppe De Rita, al Generale Leonardo Tricarico che lo hanno presentato da ultimo nella splendida cornice di Montefalco, la “terrazza” dell’Umbria.

L’Academy Spadolini, dunque, come Accademia del talento, un’evoluzione attesa, come attesta l’adesione di molti sindaci di medi e piccoli centri e la presentazione di giovani e meno giovani talenti, un fatto certamente emblematico, considerato che i sindaci rappresentano in vari casi comunità che sono il meglio dell’Italia dei talenti.

L’Academy, come luogo del libero “cimento” nelle idee accompagnato da una sana emulazione competitiva e dalla valorizzazione del merito, oggi una sorta di buchi neri della società italiana. Tivelli ascrive a merito del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, di aver rilanciato il tema del merito sin dal suo discorso di insediamento alle Camere. “Un tema stranamente – prosegue Tivelli – sempre aggirato e ben poco amato dalla sinistra. Anche se per ora non si vedono chissà quali azioni conseguenti da parte del governo”.

Eppure, qualche segnale lo intravede nel campo della Pubblica Amministrazione, dove opera con efficacia un Ministro tendenzialmente silenzioso come Paolo Zangrillo.

E richiama ancora “provando e riprovando” il motto che dalla più antica Accademia, quella del Cimento, già ricordata, passa alla più giovane che dal 2 febbraio 2023 si richiama a Giovanni Spadolini, come Accademia del talento.

Precisa Tivelli che “non viene certo meno la connotazione propria di questa Academy come Academy della Repubblica per superare la divisività e il populismo, ma grazie alla maturazione man mano, nel corso di un anno, si rafforza la sua dimensione, che già era nell’imprinting originario, di “accademia del talento”. Fondata sul dialogo intergenerazionale, mette insieme talenti molto maturi, talenti dell’età di mezzo, come i tanti professori, magistrati, professionisti e giornalisti, membri del comitato tecnico-scientifico. E giovani talenti, impegnati soprattutto nei gruppi di organizzazione e comunicazione.

“Le oltre cento personalità che compongono il nocciolo duro dell’Academy – precisa Tivelli – sono state selezionate proprio e soprattutto in quanto talenti o tendenziali talenti, sulla base del merito. Così come evidenziato nei curriculum e nelle esperienze professionali. Quel valore è un fattore, però sin qui non molto presente e visibile nelle azioni del settore pubblico, a cominciare dalla scuola dove buona parte degli insegnanti non sembrano molto in grado di insegnare e trasmettere il valore del merito, il senso della valorizzazione del talento, essendo spesso selezionati sulla base dell’Ope Legis, dello scorrimento automatico delle graduatorie dei precari ecc., e non sulla base di selezioni e veri concorsi di tipo meritocratico”.

Il 2024 è il 30° dalla scomparsa di Giovanni Spadolini, mentre nel 2025 si ricorderà il centenario della nascita, su cui ci sarà un’attenzione diffusa anche alla luce della legge che tutela i centenari. Spadolini, direttore di grandi quotidiani, professore ordinario di storia, Presidente della Bocconi oltre che politico con importanti responsabilità di governo, è il simbolo “più proprio per un’Academy che si pone l’obiettivo di contribuire a diffondere il senso del valore del talento e del merito in una società in cui questo valore è troppo poco considerato. Anche perché non ci può essere sana meritocrazia senza sana concorrenza. Si tratta, infatti, di due sorelle gemelle che viaggiano necessariamente l’una insieme all’altra. E i ritardi della nostra classe politica sulla questione della concorrenza sono forse ancora maggiori dei ritardi sulla questione del merito… L’Italia è stata fin qui troppo penalizzata dal fatto che, invece di entrare nello stadio della “Società della conoscenza”, siamo ancora in piena “Società delle conoscenze”…. Certo – si chiede Tivelli , come si può valorizzare il talento se per tanti giovani, che sono sempre più una risorsa scarsa (alla luce del trabocchetto demografico da tempo in atto), specie ma non solo nel mezzogiorno, pigiare il pulsante dell’ascensore sociale significa, se va bene, rimanere al piano terra, se non si corre il rischio di scendere in cantina”.

In questa condizione, nota e studiata, senza che se ne traggano conseguenze concrete, dovrebbe essere compito della classe politica e delle classi dirigenti impegnarsi finalmente per il ripristino dell’ascensore sociale, perché senza questo non ci può essere valorizzazione del talento”.

Ecco, quindi, perché l’impegno dell’Academy Spadolini che opera come Academy del talento: un valore che tende a sviluppare attraverso convegni, seminari, prese di posizione, presenza sulla stampa, attività di sensibilizzazione e formazione. Per affermare i valori del merito e della concorrenza, in un quadro dove ben pochi di ciò si occupano. 

L’Academy, dunque, attua un importante dialogo intergenerazionale, strumento fondamentale che si realizza attraverso molteplici appuntamenti culturali per muovere nel Paese il più ampio concerto di voci, per trasmettere un messaggio di fiducia e speranza ai giovani.

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