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FRAMMENTI DI RIFLESSIONI

FRAMMENTI DI RIFLESSIONI
del Prof. Avv. Pietrangelo Jaricci

Giustizia penale

Il provvedimento di archiviazione per particolare tenuità ex art. 131 bis c.p. non è impugnabile in Cassazione, a esclusione delle ipotesi previste dall’art. 409, comma 6, c.p.p. (casi di nullità per violazione del contraddittorio previsti dall’art. 127, comma 5, c.p.p.), sia perché tale limitazione è espressamente prevista dal citato art. 409, comma 6, c.p.p. e sia perché, comunque, il provvedimento di archiviazione non risulta iscrivibile nel casellario giudiziale, trattandosi di provvedimento non definitivo e, pertanto, viene a mancare l’interesse a impugnare, non risultando il provvedimento lesivo di alcun interesse dell’indagato (Cass., Sez. III penale, 26 gennaio – 20 giugno 2017, n. 30685, con nota di G. Amato, in Guida dir., n. 38/2017, 69).

Divisivo

“Divisivo: che crea divisioni o contrapposizioni, impedendo di preservare o di raggiungere un’unità di punti di vista e di intenti (Treccani)”.

“Il sindaco di Predappio qualche settimana fa aveva considerata divisiva l’iniziativa di finanziare il viaggio di uno studente ad Auschwitz. Il comune di Schio di recente ha rifiutato di installare pietre di inciampo in memoria dei suoi cittadini deportati ad Auschwitz considerando la proposta anch’essa divisiva.

Quale unità avrebbero incrinato la visita ad Auschwitz e le pietre di inciampo?”

È la domanda che Sofia Ventura (DivisivoL’Espresso, n. 49/2019, 7) pone a sé stessa e ai suoi lettori: domanda che anche noi riteniamo di condividere.

Ma nel nostro Paese esistono fin troppe e insensate “contrapposizioni”, figlie evidenti della diffusa cultura becera e acritica.

In tre mesi tre nuovi partiti

“Da quando il Partito democratico ha deciso di fare un governo con il M5S, sono nati in Italia due nuovi partiti (entrambi alla sua destra: quello di Renzi e quello di Calenda) e un movimento di protesta che potrebbe diventare anche un partito (alla sua sinistra: le cosiddette “sardine”).

Per il Pd quest’effervescenza ai suoi confini di sigle e proposte politiche, magari minoritarie e in prospettiva effimere ma al momento ben intenzionate ad affermare la propria autonomia e originalità, è un problema serio: l’aumento della concorrenza politico-elettorale nell’area in senso lato di sinistra implica necessariamente la riduzione dei suoi consensi diretti e dunque il suo progressivo indebolimento (come puntualmente certificato dai sondaggi che ormai lo danno sotto il 20%).

Chissà, se si fosse corso il rischio delle urne dopo la crisi agostana innescata da Salvini, invece di imbarcarsi in un’alleanza improbabile con i nemici mortali del giorno prima, si sarebbe forse evitato questo moto disgregatore, a partire dalla scissione renziana” (Alessandro Campi, “In tre mesi tre nuovi partiti a sinistra e a destra del Pd ”, Il Messaggero, 10 dicembre 2019).

Moscacieca

Gustavo Zagrebelsky (“Moscacieca”, ed. Laterza, 2015, 250): “Non voler vedere significa scambiare per accidentali deviazioni quelli che sono segni di un mutamento di rotta; significa sbagliare, prendendo per lucciole, cioè per piccole alterazioni che saranno presto dimenticate come momentanee illegalità, quelle che sono invece lanterne, cioè segni premonitori e preparazioni di una diversa legittimità. Così, si resta inerti. L’accumulo progressivo di materiali di costruzione del nuovo regime procede senza ostacoli e, prima o poi, farà massa. Allora, non sarà più possibile non voler vedere, ma sarà troppo tardi per apprestare rimedi”.

In libreria

Vittorio Feltri e Massimiliano Parente (“Il vero cafone. Ciò che non dovremmo fare e facciamo tutti”, Milano, 2016) hanno dato alle stampe questo “galateo al contrario”.

Una guida irriverente per riconoscere il vero cafone in ogni ambito e circostanza della vita. Al termine della lettura scoprirete quanto in ognuno di noi si nasconde un vero cafone

“La cafonaggine, come la signorilità, e i costumi in generale, non sono concetti immutabili, ma cambiano con il cambiare dei tempi. D’altra parte, se oggi ci comportassimo seguendo le regole del galateo dettate da monsignor Della Casa, sembreremmo dei deficienti”.

Conviene sciogliere le Camere?

“Una crisi a gennaio può corrispondere all’interesse dei politici, non degli italiani. Né della Costituzione, povera donna. Siccome però il loro interesse di solito prevale sull’interesse pubblico, non si può affatto escludere che, dopo aver festeggiato il Capodanno, la maggioranza faccia harakiri. Talvolta, per sopravvivere, bisogna un pò morire (Michele Ainis, “Ecco a chi converrebbe sciogliere le Camere a gennaio, L’Espresso, 49/2019, 33).

“Sardine” in marcia

          In cerca di vagheggiati obiettivi.

26 dicembre 2019

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