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Palazzo Spada dice NO alla nomina a Consigliere di Stato dell’avvocato amico di Giuseppe Conte

di Salvatore Sfrecola

Decisamente il 17 non porta bene a Giuseppe Conte. Era, infatti, il 17 luglio quando il Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa, l’organo di autogoverno dei giudici amministrativi, ha detto no alla proposta della Presidenza del Consiglio di nominare Consigliere di Stato l’Avv. Luca di Raimondo. Decisione confermata ieri 17 settembre. Troppo giovane, troppo presente, da avvocato amministrativista, nelle aule dei Tribunali Amministrativi Regionali e del Consiglio di Stato dove patrocina ricorsi e appelli.

Una nomina inopportuna, dunque. E tale avrebbe dovuto ritenerla Giuseppe Conte, che del Consiglio di Presidenza di Palazzo Spada è stato componente con funzioni di Vice presidente. Invece, il Presidente del Consiglio ha insistito, evidentemente ritenendo di avere qualche autorevole appoggio interno, ed ha preso ancora un netto “no”. Il Plenum del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa, infatti, non ha esitato a confermare il precedente orientamento sottolineando l’evidente inopportunità di aprire le porte di Palazzo Spada, massimo organo della Giustizia amministrativa, ad un avvocato cinquantenne che forse, anche per ragioni anagrafiche, come fanno notare i giudici abituati a acquisire dall’esterno personalità con vasta esperienza e studi solidi, non ha ancora acquisito sul campo meriti tanto particolari da rendere giustificabile il suo ingresso, per decreto governativo, nel Supremo consesso dei giudici amministrativi.

Lo scrutinio, in difformità dai precedenti, è stato a voto segreto, richiesto da quattro componenti dell’organo di autogoverno a garanzia di una maggiore libertà nell’espressione di un giudizio sulla persona. E così il Consiglio, tenuto ad esprimere un parere vincolante (con funzione di codecisione rispetto al provvedimento di nomina del Consiglio dei ministri), ha detto chiaro e tondo che quella nomina non s’ha da fare. Un caso che dovrebbe imbarazzare il premier Giuseppe Conte per aver insistito e lo stesso Avv. Di Raimondo che se facesse un passo indietro farebbe un gesto certamente apprezzato dai Giudici di Palazzo Spada.

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