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mercoledì, Gennaio 27, 2021
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Contro la pandemia: regole incerte rozzamente applicate

di Salvatore Sfrecola

E’ molto probabile che quest’anno Gesù Bambino, per decisione del Governo Conte, nasca prima della Mezzanotte. Il mio Parroco, nell’omelia di ieri, ha detto che non è importante perché premono esigenze di tutela della salute pubblica, per cui il coprifuoco stabilito alle 22 o in altro orario, che la fantasia del Presidente del Consiglio dovesse individuare va bene anche per la nascita di Nostro Signore a 2000 e più anni dalla data dell’Evento.

Effettivamente non è tanto importante l’orario in sé stesso se il dibattito intorno a quei limiti non fosse la dimostrazione palese della incapacità del Governo di gestire questa fase, pur certamente difficile, della diffusione del virus che impone misure restrittive e cautele: dove e quando si può gustare un caffè al bar, quando e come usare la mascherina e lavarsi le mani.

Ora non è dubbio che gli orari stabiliti dal Governo per quello, che con brutta espressione che evoca tempi bui di guerra o di ordine pubblico è stato definito il “coprifuoco”, siano stabiliti con una approssimazione che non consente ai cittadini apprezzarne i motivi. Con l’effetto di provocare una diffusa ritrosia nei cittadini all’osservanza delle regole. Infatti, è difficile rispettare ciò che non si comprende. E se non si comprende perché Gesù Cristo debba nascere due o tre ore prima del solito, invece di parlare di assembramento nelle chiese, non si è compreso neppure perché i ristoranti debbano chiudere alle 18 quando, esclusi quelli a carattere turistico sempre aperti, tutti gli altri sono chiusi già almeno alle 15.30 – 16.00, dopo che è uscito l’ultimo cliente, per riaprire intorno alle 19.00 – 19.00 per la cena che ora non c’è. Così come ha del surreale la discussione, che si sente dire interna al Governo, sugli “assembramenti” familiari per cene a casa dove taluno suggerisce che i commensali siano sette, altri otto.

Il motivo di queste disposizioni cervellotiche nasce, a mio giudizio, dal fatto che il Governo non è in condizione di far rispettare le regole che stabilisce. Mi spiego meglio. Se la violazione di regole logiche fosse sanzionata effettivamente e severamente non ci sarebbe motivo per queste straordinarie restrizioni. Un esempio. Se si stabilisce che in un ristorante è necessario un determinato distanziamento, come elemento sufficiente a garantire quella cautela che è necessaria ad evitare il diffondersi del contagio, non si comprende come la regola che vale per il pranzo non possa valere anche per la cena. Inoltre, se il Governo fosse in condizione di far rispettare quelle regole nel senso che se qualcuno viene trovato senza mascherina o in un bar o in un ristorante in condizioni di non consentito assembramento e si applica una sanzione esemplare e conosciuta, indubbiamente esercenti e clienti sarebbero indotti a rispettare le regole. Ma poiché il Governo non è in condizione di farle rispettare per una serie di motivi si ricorre a “regole” rozze e generalizzate che indignano il cittadino. Probabilmente ciò perché le Forze dell’Ordine sono insufficienti per un controllo generalizzato sul territorio. Può accadere anche che, in taluni ambienti, ci sia una certa tolleranza nei confronti dei gestori dei ristoranti e dei bar. È probabile in alcune realtà territoriali e con riferimento alle autorità locali queste siano indotte a non dispiacere esercenti e clienti che sono anche loro elettori. Per cui è meglio che il ruolo di Cerbero severo la svolga lo Stato che è comunque lontano dagli interessi spiccioli delle comunità, soprattutto di quelle di modeste dimensioni.

Tutto questo complica la vita ai cittadini, danneggia l’economia del Paese e determina quel diffuso malessere che si riscontra ovunque e che fa perdere credibilità al Governo e alle pubbliche autorità in generale.

Io sono del parere che tanto più le regole sono comprensibili, sorrette da una logica percepibile dal cittadino qualunque, tanto più esse sono rispettate autonomamente. Un governo che detta regole che i cittadini non comprendono ha difficoltà a farle rispettare e pertanto ricorre ad una disciplina rozza che desta malcontento e ne favorisce la violazione.

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