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Da oggi in edicola un nuovo quotidiano, Verità & Affari

di Salvatore Sfrecola

Da oggi in edicola troviamo un nuovo quotidiano, Verità & Affari, a fianco de La Verità. Infatti il direttore editoriale è Maurizio Belpietro e il direttore responsabile è Franco Bechis, da ultimo alla direzione de Il Tempo. Vice direttori Francesco Allegra e Piergiorgio Bonometti. Si dovrà ritagliare uno spazio nell’informazione economica dove Il Sole 24 ore e Italia Oggi sono da anni accreditati.

Belpietro nell’editoriale di presentazione dell’iniziativa riferisce di una domanda che gli è stata fatta e si dà una risposta. La domanda: “Perché un altro quotidiano economico? Non ce ne sono già due?” Scrive: “È una domanda che mi sono sentito rivolgere spesso nei giorni scorsi, quando è cominciata a circolare la notizia che ai primi di aprile sarebbe uscita in edicola la nuova testata Verità & Affari. Curiosamente è la stessa domanda che in tanti mi rivolgevano cinque anni fa. Che senso ha un altro giornale politico d’impronta moderata quando il mercato è presidiato da quotidiani che hanno alle spalle decenni di storia? Come pensi possa sopravvivere una nuova impresa editoriale quando quelle che ci sono già boccheggiano? La risposta sta nei risultati”.

Sembra scontato che debba essere così, che il successo di un giornale sia ancorato al numero delle copie che vende, dalle rassegne stampa nelle quali compare, a cominciare dalle rassegne delle varie testate televisive e di Radio Radicale, una delle più seguite.

Ricorda, infatti, Belpietro che La Verità giorno dopo giorno ha guadagnato copie, “riuscendo in cinque anni a scavalcare (per vendite) i concorrenti, fino a diventare il quotidiano più diffuso in quell’area moderata che alcuni giudicavano già troppo affollata”. E prosegue: “Beh, adesso ci riproviamo. Verità & Affari è un’altra sfida, delle molte che già abbiamo affrontato nella breve vita del nostro gruppo editoriale. Il nuovo quotidiano, che si affianca a quello madre, a Panorama e alle testate che nel corso degli anni abbiamo comprato, ha l’ambizione di raccontare i fatti dell’economia senza censure. La finanza e l’industria spesso contano più della politica. Ma a differenza di ciò che avviene con il governo e con i partiti, quasi mai le decisioni che coinvolgono la vita di milioni di persone sono raccontate per quel che sono. È inutile nascondersi dietro a un dito: se la politica ormai non è in grado di condizionare l’informazione, o per lo meno non lo è se non per i piccoli interessi di carriera che alcuni giornalisti coltivano, l’economia influenza pesantemente organi di stampa e tv. Il potere dei soldi conta più del quarto potere. Anzi, in qualche caso addirittura se lo è comprato”.

Il giornale promette “con lo stile della casa madre, di non guardare in faccia a nessuno, investitori e non investitori pubblicitari, sempre con un occhio al lettore”. E conclude: “buona lettura dunque, con l’impegno che cercheremo di non deludervi”.

Le parole di Belpietro mi ricordano una mia personale esperienza del 1979, quando iniziai a collaborare a Il Fiorino diretto da Luigi d’Amato, per anni brillante editorialista de Il Messaggero, docente universitario di economia politica. Per me un maestro di giornalismo, un uomo colto, un piacevole conversatore. Fu avvantaggiato non solo da una momentanea crisi de Il Sole 24 Ore (a proposito non tutti sapranno che un tempo esistevano due giornali, Il Sole, rosa, e 24 Ore, verde, che furono fusi).

A dare lustro all’iniziativa fu la varietà degli argomenti trattati da un gruppo di giornalisti, alcuni dei quali molto giovani, esperti nelle varie materie trattate ai quali si sono aggiunti nel tempo preziosi collaboratori che hanno approfondito i temi della finanza pubblica e del funzionamento della pubblica amministrazione nella convinzione che per capire come vanno le cose bisogna studiare come sono organizzati e come funzionano gli apparati pubblici, il cui ruolo è essenziale nella realizzazione delle politiche pubbliche che esprimono il programma di governo, come recepito dall’indirizzo politico emerso dalle urne. Ricordo il grande successo di una rubrica che curano personalmente sulla pubblica Amministrazione. Pubblicai la prima intervista a Franco Marini, appena eletto Segretario della Federpubblici CISL e un articolo del Prof. Pietro Virga, un maestro del diritto amministrativo, di ritorno da Varenna dove aveva parlato dei nuovi Tribunali amministrativi regionali.

Sarà certamente la linea editoriale di Verità & Affari, considerata la lunga esperienza di Belpietro e Bechis e la loro capacità di guardare lontano, evitando quelle generalizzazioni che, per esempio in materia di giustizia e di pubblica amministrazione, sono espressione di un populismo becero che non fa bene all’area moderata.

Anche da me buon lavoro!

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