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Bollettino della Vittoria (4 novembre 1918)

Nei giorni scorsi, a ridosso del 24 maggio, nel ricordare il giorno del 1915 nel quale l’Italia è entrata in guerra contro l’Austria-Ungheria, si è letto su Facebook, Tik Tok, Instagram, ad iniziativa di alcuni utenti, il “Bollettino della vittoria emanato il 4 novembre 1918, a seguito dell’armistizio firmato a Villa Giusti, al termine delle operazioni militari. Al riguardo, mi è stato fatto notare da alcuni amici, in particolare dal Presidente dell’Unione Monarchica Italiana (U.M.I.), l’Avv. Alessandro Sacchi, e dal Preside Prof. Michele D’Elia, che alla Prima Guerra Mondiale ha dedicato studi, numeri speciali della Rivista “Nuova Sintesi”, da lui diretta, ed alcuni importanti convegni, che, nel riportare il testo del Bollettino, sono stati in taluni casi omessi i riferimenti al Re Vittorio Emanuele III, il “Re Soldato”, come è stato ricordato per aver seguito costantemente dal fronte le operazioni militari durante l’intero conflitto, ed al Duca d’Aosta, Emanuele Filiberto di Savoia, Comandante della III Armata. 

Nel 1918 l’Italia era un Regno, come si era costituito il 17 marzo 1861 al termine di una prima fase dell’unità nazionale che sarebbe stata completata proprio nel 1918 con l’annessione di Trento e Trieste. Oggi l’Italia è una Repubblica. Tuttavia, omettere da un documento ufficiale i nomi di personalità che appartengono alla storia di questo Paese dimostra pochezza d’animo in coloro che, evidentemente faziosi, hanno “censurato” il documento. Questo non coinvolge, ovviamente, i responsabili dei social che hanno pubblicato ciò che i privati hanno postato.

Riporto, pertanto, il Bollettino della Vittoria nel testo integrale.

Salvatore Sfrecola

“Comando Supremo, 4 Novembre 1918, ore 12.

La guerra contro l’Austria-Ungheria che, sotto l’alta guida di S.M. il Re – duce supremo – l’Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse, ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta.

La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso ottobre ed alla quale prendevano parte 51 divisioni italiane, 3 britanniche, 2 francesi, 1 cecoslovacca ed un reggimento americano, contro 73 divisioni austro-ungariche, è finita.

La fulminea e arditissima avanzata del XXIX Corpo d’armata su Trento, sbarrando la via della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della VII armata e ad oriente da quelle della I, VI e IV, ha determinato ieri lo sfacelo totale della fronte avversaria.

Dal Brenta al Torre l’irresistibile slancio della XII, dell’VIII, della X armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente.

Nella pianura, S.A.R. il Duca d’Aosta avanza rapidamente alla testa della sua invitta III armata, anelante di ritornare sulle posizioni da essa già vittoriosamente conquistate, che mai aveva perdute.

L’Esercito austro-ungarico è annientato: esso ha subìto perdite gravissime nell’accanita resistenza dei primi giorni e nell’inseguimento; ha perdute quantità ingentissime di materiale e i depositi; ha lasciato finora nelle nostre mani circa trecentomila prigionieri con interi stati maggiori e non meno di cinquemila cannoni.

I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza.

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Diaz”

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