mercoledì, Aprile 24, 2024
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Mi amareggia l’ipotesi che l’orsa “assassina” venga abbattuta

di Salvatore Sfrecola

Mi turba molto l’ipotesi che l’orsa JJ4 venga abbattuta per aver ucciso il giovane Andrea Papi. La decisione della Provincia di Trento sa di vendetta, dal momento che l’orsa è stata catturata e rinchiusa nel centro faunistico del Casteller, dov’è anche l’orso M49.

Era ricercata per l’uccisione del giovane runner di 26 anni, Andrea Papi, nei boschi del monte Peller, sopra l’abitato di Caldes. Identificata grazie alle analisi genetiche disposte dalla Procura di Trento, l’esemplare – come riferisce una nota redazionale di Blitz quotidiano – aveva già aggredito due escursionisti nel giugno del 2020, sempre sul monte Peller.

L’ordinanza di abbattimento firmata dal Presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, è stata sospesa lo scorso 14 aprile dal Tribunale Amministrativo Regionale di Trento su istanza di associazioni animaliste. Ora i giudici amministrativi dovranno assumere una decisione sulla base dei documenti forniti al Tribunale dalla Provincia, assieme alla richiesta di revoca dell’atto.

“Risulta del tutto inutile l’abbattimento dell’orso disposto con ordinanza dalla Provincia di Trento in questi giorni che, inutile ai fini della sicurezza, sarebbe anche di intralcio alla gestione delle future indagini sulla chiarificazione dei fatti accaduti e delle ulteriori responsabilità da identificarsi”, scrive il Partito animalista in una nota.

Il partito ha infatti presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Trento, chiedendo di chiarire “le possibili responsabilità umane e delle istituzioni” per la morte di Andrea Papi.

Anche la mamma del giovane ucciso ha manifestato contrarietà all’abbattimento dell’animale che la Provincia vorrebbe “punire” per essersi comportato da orso, probabilmente spaventato, magari esageratamente, in quanto proteso a difendere i propri cuccioli. È chiaro che le “valutazioni” dell’orso, quanto alle condizioni di pericolo corso dai cuccioli, possono essere state sopravvalutate dall’animale il quale, tuttavia, si è comportato come la sua natura suggerisce.

Merita la pena di morte? Mi sembra francamente una misura eccessiva, non atto di giustizia, come se il responsabile fosse un uomo, ma una sorta di vendetta. Mai giustificabile.

Si sono letti in questi giorni giudizi diversi sul rapporto uomo-animale, ora richiamando la prevalenza dell’uomo nel Creato, secondo una lettura biblica molto opinabile, ora riconducendo l’evento alla realtà dell’istinto animale, nella specie di protezione della prole. Che l’uomo si debba difendere è fuor di dubbio ma va fatto delimitando l’ambito territoriale dell’animale.

Anche il fatto che, catturata, l’orsa sia stata privata dei cuccioli, ritenuti autosufficienti, mi sembra una misura ingiusta, direi disumana.

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