martedì, Maggio 19, 2026
HomeNEWS“No King”, se “assoluto” ovviamente (a proposito delle polemiche contro Trump)

“No King”, se “assoluto” ovviamente (a proposito delle polemiche contro Trump)

di Salvatore Sfrecola

“No King” sui cartelli e negli slogan dei cittadini che negli Stati Uniti hanno segnato la protesta contro la politica del Presidente Donald Trump, da chi non vuole soprattutto le guerre che impegnano le forze armate statunitensi in Medio Oriente, in un conflitto che si estende e che non è chiaro quanto tempo potrà durare, con quali conseguenze nell’area e non solo.

“No King”, non un Re, immaginando evidentemente un sovrano assoluto che non risponde alle istituzioni proprie delle democrazie liberali. All’assemblea degli eletti dal popolo innanzitutto, espressione della sovranità.

Questi Sovrani assoluti hanno da tempo assunto una dimensioni costituzionale, in uno stato “rappresentativo”, come si legge nello Statuto Albertino del Regno di Sardegna prima e del Regno d’Italia poi.

Queste monarchie moderne, costituzionali, sono la garanzia del buon funzionamento delle istituzioni democratiche perché, sottraendo il vertice dello Stato elettivo al confronto politico e quindi a scelte divisive in qualche modo fanno del Capo dello Stato l’espressione di una fazione più o meno ampia, ma pur sempre di una parte.

Non solo, le monarchie moderne, quelle che conosciamo soprattutto in Europa, hanno dimostrato la loro funzione storica di mantenimento dell’unità della nazione e di difesa dei suoi valori identitari nel contesto internazionale che, senza loro, potrebbe annullare o ridimensionare le singole identità. In particolare nell’Unione Europea, che ha una storia antica di conflitti ma che si riconosce sede della civiltà occidentale, le monarchie rassicurano i popoli, custodi gelosi della loro storia, che le realtà statali mantengono la loro identità come componente preziosa dell’unità del Continente.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Most Popular

Recent Comments

Aldo Ammendola on Trent’anni senza Babbo Italo
Marco Perletta on Vincenzo Cuoco (1770-1823)
Gianluigi Biagioni Gazzoli on Turiamoci il naso e andiamo a votare
Michele D'Elia on La Domenica del Direttore
Michele D'Elia on Se Calenda ha un piano B