Un “forte appello a tutte le forze politiche” affinché nella nomina (a settembre) dei nuovi vertici Anac, l’Autorità contro la corruzione, “antepongano l’interesse del Paese alle convenienze di parte”. È quello firmato da un gruppo di 13 “studiose e studiosi che da molti anni si occupano dei temi di sua competenza” che esprimono “preoccupazione per il futuro di questa autorità indipendente”. “L’Anac – si legge nell’appello – potrà svolgere efficacemente il proprio ruolo solo se guidata da persone competenti, indipendenti, autorevoli, portatrici di prospettive diverse. La proposta del Presidente spetta al Governo. La nomina dei quattro componenti del Consiglio richiede una maggioranza parlamentare qualificata e chiama in causa anche le forze di opposizione. Rivolgiamo un forte appello a tutte le forze politiche affinché antepongano l’interesse del Paese alle convenienze di parte”. Considerare l’Anac “terreno di conquista e lottizzazione partitica sarebbe particolarmente nocivo per il Paese”. L’appello è firmato da Francesco Cingari (Università di Firenze); Nando dalla Chiesa (Università di Milano); Donatella della Porta (Scuola Normale Superiore); Paolo Mancini (Università di Perugia); Rita Marchetti (Università di Perugia); Alice Mattoni (Università di Bologna); Marco Mazzoni (Università di Perugia); Francesco Merloni (Università di Perugia, già commissario Anac, presidente De.me.tra); Lucio Picci (Università di Bologna); Salvatore Sberna (Università di Pisa); Rocco Sciarrone (Università di Torino); Anna Sergi (Università di Bologna); Alberto Vannucci (Università di Pisa).
(da Il Sole 24 ore 14 agosto 2026, pag. 9)
