martedì, Novembre 3, 2026
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L’OPINIONE: La lunga volata di Marine verso l’Eliseo

dell’Avv. Jacopo-severo Francesco Bartolomei

La Leader indiscussa del Rassemblement National, Marine Le Pen ha appena concluso lo scorso fine settimana i lavori congressuali che l’hanno consacrata Candidata presidenziale alla consultazione della prossima primavera – primo turno indetto già al 18 aprile 27 – nella città di Orleans, cittadina di 115.000 abitanti capoluogo della Regione “Centre -Val de Loire”, di fronte a 8.000 delegati e in un clima di euforico slancio. La scelta è stata tutt’altro che casuale, giacché Orleans è la città di Giovanna d’Arco, eroina nazionale e santa cattolica; da tale luogo la Pulzella d’Orleans guidò la celebre liberazione dall’assedio inglese l’8.5.1429, segnando una tappa decisiva per le sorti della Guerra dei Cent’anni. D’altronde l’effige di Giovanna D’arco è stata scelta nella campagna di tesseramento 2027 appena aperta, a simboleggiare la volontà di riscatto nazionale dopo la Presidenza Macron.

Marion Anne Perrine Le Pen, detta Marine, classe 1968, deputata all’Assemblea Nazionale, lasciatasi alle spalle una complessa vicenda giudiziaria tuttora pendente, sembra veleggiare verso l’Eliseo, percorrendo una rotta lunga ma sicura.

Tuttavia chi si aspettava dall’assise d’Orleans, un appello alla cacciata dalla Repubblica francese dei nuovi invasori – gli immigrati clandestini e mussulmani – è rimasto deluso, in quanto Marine non ha raccolto la provocazione del tema delle remigrazione, ed ha lasciato intendere che “i novelli inglesi” potrebbero esser additati nei filoeuropei centralisti, che non hanno a cuore le identità nazionali. Nell’intervento, tratteggiando il programma populista, ha inviato un messaggio chiaro e pragmatico: “né droite ne gauche”, la priorità assoluta, una volta risultata eletta all’Eliseo, è la salvaguardia del potere d’acquisto dei cittadini, nonché il miglioramento delle loro condizioni di vita e lavoro, con particolare attenzione ai “dimenticati” che abitano le periferie dell’Esagono e le banlieues delle grandi metropoli. Abilmente, dopoché il 23.10.26 si è verificato nella periferia sud-ovest di Parigi il grave attentato terroristico a sfondo razzista e islamofobo (giovane d’origini africane morto e 7 feriti), ha disinnescato ogni tensione razziale, non solo marcando una distanza netta con la estrema destra di Eric Zemmour e la sostituzione etnica, bensì ricordando che nell’elettorato di RN è in costante aumento la presenza degli abitanti dei territori d’oltremare.

Gli analisti constatano che Marine si è presentata non come candidata estremista, ma come Donna di comprovata esperienza politica, in grado di salvare la Nazione; Molti riscontrano in questo richiamo alla pacificazione e nella pacatezza di toni sulle questioni più spinose, un movente principale tattico, occasionale, alieno da un reale cambio di strategia.

All’indomani delle imponenti manifestazioni di piazza e dei disordini seguiti ai cortei del 17 ottobre, Marine e i vertici del Rassemblement Nationale, hanno ribadito la consueta linea legge e ordine, proponendo la revoca delle provvidenze sociali alle famiglie dei devastatori (casseurs); l’espulsione immediata dei delinquenti stranieri irregolari e l’abbassamento della soglia dell’imputabilità penale a 16 anni (in Italia, l’art. 98 cod. pen. è imputabile il minore che al momento di commissione del reato aveva tra i 14-18 anni, se aveva capacità di intendere e volere). Immutata è rimasta la sua intransigenza in tema di controllo alla frontiere e contenimento dell’immigrazione.

Tuttavia la strategia del riposizionamento della Le Pen potrebbe cogliersi, nella tendenza progressiva nei 5 mesi mancanti, da novembre a marzo 2027, di lasciare ai candidati della destra postgaullista Bruno Retailleau (Ministro dell’interno nel Lecornu I, contraddistintosi per l’approccio rigidamente securitario) e David Lisnard (Sindaco di Cannes), il confronto più acceso con Jean-Luc Melenchon, in maniera che l’accento si ponga più sul tema del disagio socio-economico, che nella difesa ad oltranza dell’operato delle forze dell’ordine.

Le Pen punta sulla frammentazione delle candidature del fronte moderato, col confronto fratricida tra i centristi e gli esponenti della destra classica; nel turno di ballottaggio si augura di incrociare il leader di “France insoumise”, capo della sinistra radicale che ha partecipato attivamente alle recenti manifestazioni di piazza, l’avversario ideale per la nettezza del confronto-scontro tra opposte visioni ed anche per conferire alla sua vittoria quello smalto presidenziale, completamente smarrito nel secondo mandato di E. Macron.

In Francia si dice che un terzo degli elettori la desidera all’Eliseo e la voterà sin dal primo turno; un terzo la detesta senza aver una concreta alternativa, un altro terzo si mostra rassegnato. D’altronde Marine, alla terza candidatura presidenziale, avverte che è giunto il suo momento. Nella scelta dello slogan: “Le elites hanno fallito, è il tempo del popolo” la prova di un autentico talento politico.

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