venerdì, Gennaio 16, 2026
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L’occasione mancata di Vladimir Putin

di Salvatore Sfrecola

Anche io, come altri che seguono le vicende della politica, a volte ho dei sogni, naturalmente positivi. Perché immagino che qualche vicenda controversa si risolva, sostanzialmente come a me sembra giusto. E così, alla vigilia del Natale, ho sognato che Vladimir Putin avrebbe ordinato una tregua alle operazioni militari che le sue truppe conducono in Ucraina. Mi sembrava anche un sogno tutto sommato facile perché, a mio giudizio, sarebbe stato conveniente per l’autocrate russo venire incontro ad una generale richiesta di tregua nel corso di una giornata cara al mondo occidentale cui appartiene anche la Russia. 

Ritenevo una ipotesi credibile una tregua natalizia, non solamente in risposta all’appello accorato di Papa Leone XIV, ma perché una dimostrazione di buona volontà avrebbe contribuito ad accrescere fiducia in quanti sperano che il conflitto abbia quanto prima termine.

Invece, nel giorno della nascita del Signore sono aumentati, da parte dell’armata russa i bombardamenti con missili e droni su obiettivi che non sono militari ma civili. E questo ha smentito il sogno che pure immaginavo avrebbero condiviso anche i filo putiniani di casa nostra, sostanzialmente fascisti o ex fascisti di una destra illiberale, che continuano ad insistere che quel che accade ai confini dell’Europa non ci interessa, con un atteggiamento a mio giudizio spregevole, considerato che, come ricordo spesso, nel corso del Risorgimento, quando gli italiani si battevano per la Costituzione e le libertà nella prospettiva dell’unità nazionale, da molti paesi dell’Est, dalla Polonia, dall’Ungheria vennero in Italia a combattere a fianco dei nostri patrioti. È vero, erano intellettuali, poeti, studenti, soldati cresciuti all’ombra della Rivoluzione Francese. Il popolino è stato sempre contrario. È sempre quello di “Franza o Spagna purché se magna”, incapace di individuare e condividere i valori liberali e di trovare il modo di difenderli, anche a costo della propria vita. 

Nessuno vuole la guerra, ovviamente, ma come accade fra le persone nessuno che abbia la dignità di uomo è disponibile a farsi umiliare o a perdere i propri diritti per paura di perdere la pelle. Perché la storia c’insegna, come disse Winston Churchill ai governanti del suo tempo, quando cedettero alle prepotenze di un altro dittatore, Adolf Hitler, “potevate scegliere tra il disonore e la guerra. Avete scelto il disonore. Avrete la guerra”.

Tornando a Vladimir Putin credo che se avesse stabilito una tregua nel giorno di Natale non avrebbe modificato granché nel rapporto con l’Ucraina, con l’Europa e con gli Stati Uniti ai fini della definizione di una soluzione dignitosa per tutti delle operazioni militari, perché solo una soluzione dignitosa può assicurare la pace nel tempo. Ma avrebbe agevolato le trattative, le riflessioni in corso. Non lo ha fatto. Evidentemente il personaggio che piace tanto a certi dei nostri fascistelli è un rozzo autocrate che non ci dà speranza di un futuro di serenità e pace.

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