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Legalità e pensiero divergente – Nuove tecniche educative*

di Luisa Motolese

Perché educare alla legalità?

Educare alla legalità (è il titolo del convegno) mira a sviluppare nei giovani:

a) la comprensione del valore delle regole, come tutela dei diritti;

b) il senso di responsabilità personale nelle scelte;

c) la capacità di riconoscere e contrastare comportamenti ingiusti.

Perché la legalità non è solo il rispetto della legge ma anche la comprensione del perché delle norme ed il ruolo che hanno nella società.

Perché educare alla legalità? Partiamo dalle regole. Perché sono necessarie le regole nella nostra vita quotidiana.

Sin dalla prima comunità che il bambino conosce e frequenta è fondamentale darsi delle regole, per assicurare a tutti uno spazio di dignità e di libertà e per assicurare a tutti di interagire in maniera costruttiva con gli altri[1].

Il principio di legalità è la massima garanzia di libertà perché tale principio impone a tutti il pieno rispetto della legge, che è il vero strumento, per i cittadini, con cui stabilire diritti fondamentali, regole di convivenza e comportamenti[2].

Il principio è fortemente radicato nel nostro ordinamento; la costituzione stabilisce che tutti siamo uguali di fronte alla legge.

La salvaguardia da regimi autoritari è data proprio dal primato della legge, oltre che dalla divisione dei poteri e dall’ autonomia di chi è chiamato a farla rispettare.

Dalla Magna Charta, concessa ai baroni inglesi nel 1215 da Giovanni Senza terra, passando per la Rivoluzione francese e le riflessioni di Montesquieu e di Rousseau, tutta la storia si configura come un percorso verso la conquista di questo primato della legge e del bilanciamento dei poteri.

Diceva Cesare Beccaria: “le leggi sono le condizioni con le quali uomini indipendenti ed isolati si uniscono in società, stanchi di vivere in un continuo stato di guerra e di una libertà resa inutile dall’incertezza”.

Esaminiamo adesso il pensiero divergente[3].

La definizione più accreditata è che consiste nella capacità cognitiva di generare molteplici soluzioni, idee originali ed inusuali in risposta ad un problema aperto, andando oltre le convenzioni. Introdotto da J. P. Guilford[4] negli anni 60’, si basa sulla creatività, la flessibilità e l’immaginazione, contrapponendosi al pensiero convergente[5].

Trovare soluzioni originali a problemi apparentemente insolubili, vedere alternative dove altri vedono vincoli, immaginare scenari nuovi ed originali.

La legalità può sembrare quindi un campo estremamente rigido ma come vedremo ha bisogno di creatività per essere viva e sostenibile.

Il legame tra legalità e creatività può così esprimersi[6]:

a) comprendere le regole richiede comunque senso critico e creativo.

Le norme vanno interpretate elaborate e ne vanno valutate le conseguenze;

b) la creatività aiuta a risolvere i conflitti in maniera costruttiva (la mediazione, la negoziazione, la comunicazione non violenta richiedono tutte un pensiero creativo);

c) la creatività è veicolo per promuovere la legalità (progetti, campagne pubblicitarie)

d) la legalità come spazio di libertà responsabile.

La regola non è un limite alla creatività ma una cornice che permette di agire in modo sicuro ed innovativo.

Secondo J. Bruner[7] il pensiero creativo è olistico (risposte di grande ampiezza) mentre quello razionale è algoritmico; entrambi comunque hanno un ruolo e devono essere utilizzati per completarsi e non per essere considerati incompatibili.

L’approccio alla creatività ed al pensiero laterale è interpretato in maniera originale dal grande psicologo e medico Edward De Bono.

I bambini, sosteneva De Bono, sono portati naturalmente a vedere le cose secondo il pensiero divergente o laterale, a fare più domande ed a trovare più soluzioni ai problemi senza paura di sbagliare.

Quando si scolarizzano viene insegnato loro che sbagliare è grave e quindi la scuola può diventare il luogo in cui il pensiero del bambino viene standardizzato anziché sviluppato.

Da piccoli siamo tutti creativi poi crescendo ci educano a non esserlo più. Un ottimo strumento, per lo sviluppo del pensiero divergente è la narrazione ed ancora stando a quanto ci insegna De Bono è immaginare più conseguenze da una certa situazione, scrivere racconti con diversi finali.

De Bono ha proposto un esercizio: ogni bambino assume un ruolo definito indossando un cappello di un particolare colore:

il cappello bianco è neutrale e non assume alcun giudizio, il blu è la razionalità che stabilisce le regole del gioco, il nero è l’avvocato del diavolo, il giallo è l’avvocato dell’angelo che rileva gli aspetti positivi, il rosso rappresenta l’emotività ed i sentimenti, il verde infine indica nuove idee, visioni insolite, proposte migliorative.

Le soluzioni innovative si verificano solo quando si esce da schemi prefissati mettendo in dubbio le certezze.

Occorre quindi indossare tanti cappelli[8].

Come ci insegnano i grandi maestri di psicologia e sociologia entrambi dovrebbero completarsi, non essere incompatibili.

Quando il pensiero divergente sfida la legalità.

Si rappresentano almeno quattro fattispecie:

street art, disobbedienza civile, pirateria informatica per necessità, creatività fiscale.

Per quanto riguarda la street art, imbrattare i muri è reato; eppure, nel pensiero divergente l’uso dei muri serve per comunicare messaggi sociali e politici. Pensiamo, per esempio, alle opere di Banky (formalmente illegale ma culturalmente riconosciuto ed oggi tutelato)

Qui il pensiero divergente anticipa un cambiamento di valore.

In Italia, in particolare a Milano, sulla scia del citato Bansky, si sta affermando un artista che si firma Alexsandro Palombo.

Di particolare impatto due murales, uno risalente al 2023 e l’altro all’estate scorsa.

Elly Schlein e Giorgia Meloni, nude, complici ed incinte; così le ha raffigurate Palombo in un murale che vuole dare corpo alle recenti discussioni sul tema della maternità, intitolato Power is Female.

Nelle intenzioni di Palombo il murale vuole dare corpo a riflessioni e dibattiti critici sul tema, in particolare il potere delle donne il diritto all’autodeterminazione ed il miracolo della vita. L’opera intende così essere uno strumento per incoraggiare il dibattito pubblico e lo scambio di opinioni e generare così un’occasione di incontro.

Il murale Milano Murata, apparso nel luglio 2025 sulla facciata della Galleria d’arte moderna di Milano, raffigurava il sindaco Beppe Sala in veste di muratore mentre si chiudeva dentro una nicchia con mattoni a forma di simbolo di dollaro.

L’opera criticava la speculazione edilizia e le trasformazioni della città.

Era simbolica, inoltre, la scelta del luogo, vicino all’ opera di Pellizza da Volpedo, creando un contrasto tra il popolo che avanza e l’isolamento del sindaco ritratto.

Disobbedienza civile: pensiero divergente: infrangere la legge per denunciare una ingiustizia più grande e più grave per es. attivisti climatici che occupano spazi pubblici. il gesto è illegale ma moralmente argomentato.

Pirateria informatica per necessità:

scaricare libri o software senza licenza è reato, per il pensiero divergente: non posso permettermelo e pertanto sto danneggiando qualcuno?

Qui emerge un conflitto fra legalità ed accesso equo alle risorse.

Creatività fiscale:

la finalità è ottimizzare le tasse. cambiare la sede legale di una multinazionale è legale ma viene percepito come moralmente scorretto.

Quando il pensiero divergente e la legalità collaborano.

Si procede ad esporre una breve casistica come sottoindicata.

a) Sfruttare i bandi pubblici in maniera innovativa; stessi fondi con risultati diversi e nuovi e qui il pensiero divergente non viola ma reinterpreta la legge;

b) riutilizzare spazi pubblici (scuole aperte nel pomeriggio). Gli edifici scolastici hanno vincoli d’ uso, si trasformano così in spazi per fare teatro, doposcuola, sport e teatro;

c) giustizia riparativa; il reato resta tale ma invece di punire soltanto si lavora su responsabilità e riparazione, con percorsi alternativi previsti dalla legge, pena;

c)imprese sociali e cooperative.

Fare impresa non solo per profitto ma per impatto sociale.

d) protesta legale;

flash mob autorizzati: la creatività aumenta l’impatto senza rompere le regole.

In un contesto sociale oggi così complesso e in rapido cambiamento, l’educazione alla legalità non può più limitarsi alla trasmissione e conoscenza delle regole da rispettare ma deve diventare uno spazio di riflessione critica e creativa.

Il pensiero divergente, lungi dall’ essere una minaccia all’ordine pubblico, rappresenta una risorsa educativa fondamentale: permette di comprendere meglio le norme e la loro finalità e di ricercare applicazioni più inclusive ed efficaci.

Integrare legalità e pensiero divergente nei percorsi educativi significa formare cittadini consapevoli capaci di rispettare le regole non per mero conformismo ma per scelta responsabile.

In questa prospettiva la scuola e le istituzioni educative diventano laboratori di cittadinanza attiva in cui la legge non è un limite alla creatività ma un quadro in cui sviluppare innovazione sociale, partecipazione e senso di giustizia.

E la cultura aiuta la creatività non perché insegna ad essere fantasiosi ma perché fornisce strumenti, linguaggi e prospettive con cui pensare in modo nuovo.

La cultura amplia il repertorio mentale; la creatività non nasce dal vuoto, ma nasce dalla combinazione di elementi già conosciuti. La cultura insegna che le regole cambiano, la cultura sviluppa pensiero critico (con il leggere testi complessi, confrontare opinioni diverse, analizzare fenomeni sociali). La cultura da linguaggio per esprimere idee nuove.

Una cultura solida permette di rispettare la legge con consapevolezza, proporre miglioramenti perché la creatività diventa responsabile, non improvvisata

Concludo con una frase altamente significativa:

“la legalità senza pensiero critico produce obbedienza; il pensiero divergente senza legalità produce caos”(Giancarlo Caselli).

* Relazione svolta al convegno “Educazione alla legalità ed intelligenza creativa, in data 20 febbraio 2026, organizzato dal Rotary di Martina Franca in collaborazione con la Scuola Forense di Taranto e l’Ordine degli avvocati di Taranto


[1] L’ educazione alla legalità inizia a scuola in invalsi open ,21.04.20

[2] Principio di legalità in Wikipedia

[3] Il potere del pensiero divergente in Fondazione Leonardo ,16.09.2024

[4] Joy Paul Guilford è stato uno psicologo statunitense noto per i suoi studi sull’ intelligenza umana tra cui di particolare rilevanza quelli riguardanti la distinzione tra pensiero convergente e divergente

[5] creatività e pensiero DIVERGENTE DI Concetta Randazzo in laboratorio sociologia del diritto, 27 dicembre 2019;

[6] Bill e Rodari: la creatività come strumento per avvicinare legalità e giustizia. Atti dal convegno svoltosi a Firenze il 19 novembre 2020 presso la biblioteca delle oblate

[7] Jerome Seymour Bruner è stato uno psicologo statunitense che ha dato notevoli contributi allo sviluppo della psicologia cognitiva, culturale e dell’ educazione.

[8] Edward de Bono, Six thinking hats in wikipedia;

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