mercoledì, Luglio 22, 2026
HomeNEWSLe ragioni del boom dell’On. Vannacci e le sue prospettive

Le ragioni del boom dell’On. Vannacci e le sue prospettive

di Salvatore Sfrecola

Il successo crescente dell’On. Roberto Vannacci, Generale in pensione, che ovunque riempie le sale e le piazze dove convergono i suoi fans, presentandosi come espressione di una destra “autentica”, dimostra, senza equivoci, che l’attuale maggioranza che si qualifica, a seconda delle occasioni di destra o di centrodestra, non ha soddisfatto le aspettative dell’elettorato. Lo ha segnalato il risultato della tornata referendaria sulla riforma costituzionale dell’ordinamento giudiziario, che ha seguito di poco l’abolizione del reato di abuso d’ufficio, posto a garanzia della buona amministrazione che si richiede alla classe politica, e la “riforma” della Corte dei conti, privata praticamente della sua capacità deterrente nei confronti dei disonesti e degli incapaci autori di danni allo Stato ed agli enti pubblici. Ma è soprattutto sulla politica della sicurezza che hanno presa le parole dell’On. Vannacci che scandiscono la denuncia dell’inadeguatezza della concreta gestione dell’immigrazione e del controllo del territorio nelle città e nei borghi, con reale compromissione delle condizioni di vita in alcune aree del Paese che dovrebbero essere naturalmente presidiate, come le stazioni ferroviarie e i dintorni. In generale l’On. Vannacci coglie la preoccupazione dei cittadini che sentono insicure le strade e le piazze nelle ore serali e non solo. In contemporanea ad una presenza aggressiva di immigrati di varie etnie che la fanno da padroni mettendo in forse la stessa nostra identità, quella speciale caratteristica culturale e spirituale peculiare della storia variegata del nostro popolo che ha avuto un tratto unificante nel corso del Risorgimento, quando donne e uomini di straordinaria sensibilità nazionale hanno guidato la riscossa contro le secolari occupazioni di parti dello Stivale da parte di potenze straniere, chiamate o tollerate da governanti miopi, per dar voce e corpo ad una antica aspirazione unitaria, che da Dante e Petrarca aveva attraversato le menti ed i cuori degli italiani dovunque vivessero nel “Bel Paese”

E con le parole dell’Onorevole Generale – il riferimento alla sua eccezionale esperienza professionale al servizio della Patria è apprezzata dai cittadini – galvanizzano vaste aree del popolo “di destra” e non solo, restituendo loro il desiderio di un impegno mortificato nei mesi scorsi dalla deludente esperienza di un governo che ha messo in evidenza notevoli e crescenti carenze operative, anche per l’evidente inadeguatezza del personale politico, reso plasticamente evidente dai dibattiti parlamentari mandati in onda dai canali tv di Camera e Senato.

L’On. Vannacci risveglia idee e sentimenti che in molti si erano attenuati di fronte all’insufficienza della politica che sottovaluta le difficoltà crescenti della gente che oltre all’insicurezza patiscono l’aumentato costo della vita che tutti verifichiamo giorno dopo giorno negli acquisti dei generi alimentari di largo consumo i cui prezzi sono ben più alti di quelli definiti statisticamente su medie evidenziate dagli indicatori degli istituti nazionali e dagli stessi politici che vorremmo accompagnare noi a fare la spesa per contraddire le edulcorate affermazioni che tutto va bene, che siamo i primi in Europa e nel mondo.

A chi giova l’azione dell’On. Vannacci? In teoria alla destra che negli anni del governo di centrodestra ha perduto appeal, come sento dire da chi vorrebbe disertare le urne perché insoddisfatto dell’attuale politica ma non disponibile a votare a sinistra, dove una variegata compagine di sedicenti “progressisti” continua a privilegiare discorsi che il cittadino non comprende o non condivide, dall’introduzione di una imposta patrimoniale alla revisione del catasto per “punire” il ceto medio proprietario di case, alle variegate affermazioni in ordine al genere delle persone che contraddicono la natura che vuole uomini e donne. Da qui al voto per le elezioni di Camera e Senato può accadere di tutto, che Vannacci raggiunga, come dice qualcuno, percentuali a due cifre molto significative, tanto da farne il leader del Centrodestra, impersonando la destra dura e pura o che favorisca le contraddizioni presenti nel Centrodestra, evidenti dopo le recenti prese di posizione degli “eredi Berlusconi” che sembrano strizzare l’occhio alla Sinistra così prendendo atto che l’attuale maggioranza non c’è più. In ogni caso il Generale pone un tema di leadership ineludibile, che turba i sonni della Presidente del Consiglio.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Most Popular

Recent Comments

Aldo Ammendola on Trent’anni senza Babbo Italo
Marco Perletta on Vincenzo Cuoco (1770-1823)
Gianluigi Biagioni Gazzoli on Turiamoci il naso e andiamo a votare
Michele D'Elia on La Domenica del Direttore
Michele D'Elia on Se Calenda ha un piano B