di Gianluigi Chiaserotti
“Il signore della paura” (Sandro Teti Editore, 2026, pp. 387) è un romanzo storico del prof. Franco Cardini, insigne storico ed accademico, le cui posizioni sono spesso al centro di polemiche.
Il romanzo ha il sottotitolo “Tre cavalieri verso la Samarcanda di Tamerlano” ed ha la prefazione di un altro illustre storico, il prof. Alessandro Barbero.
È la storia di tre cavalieri, il fiorentino Vieri de’ Buondelmonti, il misterioso Arrigo, che trovò rifugio fra i francescani di Gerusalemme, e del famoso Don Ruy de Clavijo, ambasciatore del re Enrico II di Castiglia alla corte Timuride (del Tamerlano appunto), che, percorrendo, la c. d. “Via della Seta” giunsero alla Samarcanda per incontrare il Tamerlano, il Timur del “West-osticher Diwan” del poeta e scrittore Johann Wolfgang Goethe, opera poetica senza la quale il concetto contemporaneo di “Occidente” non sarebbe (forse) mai nato.
Il romanzo è un vero ed autentico omaggio all’Oriente, di cui il prof. Cardini è un grandissimo studioso, esperto e fine conoscitore.
Purtroppo oggi si parla e si straparla del c.d. “Occidente in contrapposizione dell’Oriente” che tutti considerano come necessaria ed eterna ed è posto in evidenza anche nella considerazione della storia, quella “Magistra vitae” che saltuariamente dovremmo valutare, riprendere e studiare sotto le sue svariate sfaccettature.
Il romanzo del prof. Franco Cardini è l’attenta, precisa, magistrale descrizione di questo viaggio dei tre cavalieri.
Ed ecco che anche noi, oserei dire, leggendo attentamente questo romanzo veramente storico (credo che solo uno storico di professione puo’ scriverlo con vera passione) attraversiamo questi luoghi che poi ci conducono alla Samarcanda (orientativamente l’attuale Uzberkistan) alla corte di Timur, il Tamerlano (1336-1405), la capitale del suo impero.
Fu questo valoroso condottiero che trasformò la città nel cuore pulsante della “Via della Seta” e del rinascimento timuride, arricchendola di maestosi monumenti e radunando i migliori artisti e scienziati del suo immenso impero.
Il romanzo è un omaggio agli sforzi europei che, nel ‘400/’500, tendevano verso Oriente. Anche il nostro Cristoforo Colombo credette di trovarsi in Oriente quando il 12 ottobre 1492 scoprì l’America.
Scrive Alessandro Barbero nella Prefazione: «[…] Perché all’inizio del Quattrocento tutte le energie e le curiosità dell’Europa erano rivolte verso Oriente, e da secoli – fin da quando i crociati, nel 1096, erano partiti per Gerusalemme – per chi voleva far fortuna, o cambiare vita, la parola d’ordine non era certo “Go West”, ma “Vai all’Est”.».
Con questo magistrale romanzo storico il prof. Cardini si è concesso la libertà per raccontare dettagliatamente cosa era il mondo orientale, le sue tradizioni, alle quali sarebbe il caso di ritornare contro l’emergere continuo dei c. d. “valori occidentali” che forse, attualmente, non portano a nulla.
Nel romanzo troviamo temi cari al prof. Franco Cardini, insigne storico, e precisamente: pellegrinaggio, avventura cavalleresca, “quête” di un qualche Graal.
Scrive il nostro nella sua “Deriva dell’Occidente” (GLF Editori Laterza, 2023):
«Di cosa parliamo quando parliamo di Occidente? Oggi, con la guerra in Ucraina, sembra ritornare in auge un concetto di Occidente tutto geopolitico, ove Europa occidentale e Stati Uniti, difensori di democrazia e libertà, si contrappongono alla “barbarie” orientale, russa e cinese. Ma non è sempre stato così, anzi, e siamo sicuri che questa idea di Occidente, questa alleanza fatta di valori, di economia, di tecnologia militare duri per sempre?».
Il romanzo ha anche una Cronologia, una Nota Critica per comprendere bene le situazioni raccontate ed una nota bibliografica.
Il lettore, immediatamente rapito dalle appunto dettagliate e suggestive descrizioni di luoghi e culture che sembrano lontane, si immerge unitamente ai protagonisti in questo viaggio alla ricerca del Tamerlano e, soprattutto, di loro stessi.
