di Salvatore Sfrecola
Ricordo che, da bambino, mi colpivano molto le vignette di Giovanni Guareschi su “Il Candido”, spesso più efficaci degli stessi articoli con i quali quel grande giornalista combatteva quelli che riteneva gli errori della politica. In quei disegni il politico protagonista dell’evento era rappresentato sotto una nuvoletta nella quale un illustre suo predecessore, con il volto accigliato brandiva un nodoso randello con il quale si preparava a colpire il malcapitato.
Mi è tornato in mente questo antico ricordo pensando ad una risoluzione parlamentare assunta dalla Commissione cultura della Camera, la n. 7-00299 del 24 aprile 2025 (seduta n. 471), ad iniziativa del Presidente, Federico Mollicone, che nei prossimi giorni sarà oggetto di audizioni e votazioni, riguardante le istituzioni di Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM), Conservatori di musica e Accademie di belle arti, alle quali si vorrebbe equiparare sostanzialmente le arti culinarie e dell’ospitalità, in quanto istituzioni di “alto artigianato”. Ed ho immaginato che Guareschi avrebbe probabilmente disegnato qualche parlamentare in veste di cuoco con sulla nuvoletta Michelangelo o magari Raffaello, Leonardo da Vinci, Vincenzo Bellini, Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini o qualche altro grande personaggio dell’arte figurativa e della musica brandire un nodoso tortore sul capo dei malcapitati e sprovveduti parlamentari.
Perché se l’Italia è il paese dell’arte nelle sue varie espressioni, non è dubbio che vi sia una qualche gerarchia tra di esse, naturalmente percepita dalla gente, per cui non si comprende come possa essere stata partorita una iniziativa del genere che, fra l’altro, confligge con la Costituzione a meno che, nella furia revisionista di questa stagione, non si voglia modificare anche l’art. 33 che, al sesto comma, stabilisce che “le istituzione di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato”.
Espone, dunque, la risoluzione della VII Commissione, premesso che la legge n. 59 del 19 aprile 2024, cosiddetta “legge Massari”, “ha istituito il premio “Maestro dell’arte della cucina italiana”, con l’obiettivo di riconoscere e valorizzare le eccellenze del comparto enogastronomico nazionale”; che “il progetto “Maestro d’arte e mestiere” (Mam), già attivo e riconosciuto a livello nazionale, prevede l’assegnazione di un titolo distintivo per professionisti dell’artigianato d’eccellenza, con articolazione in due macro-aree: le arti decorative e applicate (a cura della fondazione Cologni) e le arti agrarie, del gusto e dell’ospitalità (a cura di Alma – la scuola internazionale di cucina italiana)”; che quindi “tale articolazione riconosce a pieno titolo le arti culinarie e dell’ospitalità come mestieri d’arte a vocazione culturale, formativa e patrimoniale”; che “la scuola internazionale di cucina italiana, Alma, tra i principali enti formativi italiani, presenta un tasso di occupazione del 95 per cento entro sei mesi dal diploma, grazie a una rete di oltre 700 strutture partner, e promuove attivamente la valorizzazione del capitale umano nel settore del gusto e dell’ospitalità”; se ne deduce che “l’inclusione del titolo di “Maestro d’arte e mestiere” nella legge n. 59 del 2024 tanto per le arti decorative quanto per le arti agrarie, del gusto e dell’ospitalità rappresenterebbe un’importante valorizzazione e riconoscimento dei mestieri d’arte italiani”; con la conseguenza che “l’inserimento delle arti culinarie e dell’ospitalità nel circuito dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam) costituirebbe un ulteriore passo verso il pieno riconoscimento di tali discipline come forme d’arte a tutti gli effetti”.
Tanto premesso, la risoluzione “impegna il Governo: a promuovere, d’intesa con il Ministero dell’università e della ricerca e il Ministero della cultura, l’inserimento delle arti culinarie e dell’ospitalità tra le discipline artistiche tutelate e riconosciute nell’ambito del sistema Afam, con la conseguente possibilità di attivazione di percorsi formativi specifici di alta formazione artistica e culturale dedicati a questi settori; a favorire la collaborazione tra le fondazioni culturali, gli Its Academy e le istituzioni Afam per la creazione di programmi integrati di formazione e trasmissione del sapere nei mestieri del gusto, dell’accoglienza e dell’artigianato artistico, in coerenza con gli obiettivi strategici di rilancio dell’identità culturale ed economica italiana”.
È abbastanza per scatenare la reazione dell’Unione degli Artisti (UNAMS), il sindacato dei docenti dei Conservatori e delle Accademie, che con un comunicato alla stampa del Segretario generale, Professoressa Dora Liguori, ha denunciato una risoluzione che, oltre a violare la Costituzione e le leggi che le hanno dato attuazione, “rappresenta anche uno dei più grandi errori culturali avverso l’Alta Formazione Artistica e Musicale Italiana”. Iniziativa ritenuta “tanto culturalmente madornale da farci ritenere che essa possa essere, forse, frutto di un enorme equivoco”. E ricorda che per “arti e mestieri” “siano da intendersi tutte le forme di artigianato altamente professionale…un settore meritevole della massima considerazione (ma lontanissimo dall’AFAM) che ben potrebbe trovare collocazione presso le già esistenti Facoltà di Scienze dell’alimentazione, Agraria, etc.”.
Ben diversa è, invece, la posizione delle istituzioni AFAM (Accademie e Conservatori di musica) che rilasciando diplomi accademici di primo e secondo livello (per legge equipollenti alle lauree) nonché Dottorati di ricerca, non possono accogliere o inserire altre formazioni professionali di qualsivoglia tipo. Infatti, come avviene in tutta Europa e nel mondo, esse, rimangono un “unicum” ….” Infatti, i già ricordati Michelangelo, Raffaello, Leonardo da Vinci o Vincenzo Bellini, Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini, “non erano esponenti dell’Alto artigianato ma erano artisti! Ed è questo il compito dell’AFAM: preparare al più alto livello gli artisti del futuro”.
“A meno che si voglia considerare l’AFAM “Alto Artigianato”, allora una risoluzione del genere, tesa ad impegnare il Governo a procedere con legge verso l’inserimento dell’Alto artigianato nell’AFAM, avrebbe un solo significato: l’inglobamento e, pertanto, l’arretramento (tra l’altro incostituzionale) dell’AFAM, da Università quale al momento è, verso gli ITS (Istituti Tecnici Superiori) validissime Istituzioni che non sono, però, Università”.
Intanto, il prossimo 16, nella prestigiosa Sala Zuccari, di Palazzo Giustiniani, uno degli immobili del Senato, direttori dei più prestigiosi Conservatori di musica europei porteranno la loro testimonianza del livello ordinamentale che caratterizza le rispettive istituzioni, tutte di livello universitario. E l’Italia farà ancora la figura del fanalino di coda in un settore che, invece, a livello scientifico è considerato da tutti un’eccellenza, come dimostrano gli stranieri che si formano nei nostri Conservatori e quelli che, ormai diplomati (laureati), qui si specializzano.
